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Roma, 29 apr – “Fiducioso perché sulla carta ci sono tanti punti di convergenza”: è con queste parole che il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha scritto oggi una lunga lettera al Corriere della Sera, nella quale elenca tutti i possibili argomenti sui quali i pentastellati e il Pd possono trovare un’ipotesi di lavoro comune.
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Nessuna alleanza, Di Maio è chiaro: quello fra dem e M5S sarà un “contratto alla tedesca per migliorare la qualità della vita degli italiani, per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica”, i cui estremi saranno poi sottoposti “alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau”.
Al di là delle dispute terminologiche che lasciano il tempo che trovano, quali sono questi punti programmatici sui quali cercare di trovare un’intesa di massima? L’Europa in primo luogo: abbandonate del tutto le velleità anti-Ue, Di Maio spiega che “gli 11 milioni di italiani che ci hanno votato abbiamo garantito la continuità dell’Italia nell’Unione europea e monetaria“, a patto però di giungere ad “una profonda modifica dei vincoli di austerità, oltre che dell’impianto della governance economica e istituzionale europea”. Sembra di sentire parlare un qualsiasi membro del Ppe o del Pse, per non dire di peggio. Stesso discorso per quanto riguarda l’immigrazione, che deve partire dalla “revisione del Regolamento di Dublino” per arrivare ad una “equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Ue”.
Per quanto riguarda la politica economica Di Maio parte dal lavoro, proponendo il ripristino dell’articolo 18. Nessun attacco al Jobs Act però: la misura sarebbe solo temporanea, in attesa di potenziare il Reddito di Inclusione varato dal governo per farlo diventare reddito di cittadinanza a tutti gli effetti. Obiettivo “una flexicurity alla danese che, a regime, consentirà di superare le rigidità dei contratti di lavoro”. Vale a dire maggiore precarietà, ma con abuso di anglicismi che rendono il tutto meno doloroso.
La lista di buoni propositi (o della spesa, se è lecito) prosegue con una serie di dichiarazioni di intenti sull’ampliamento degli organici di forze di polizia, medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa nella sanità. Obiettivo da raggiungere anche nel settore giustizia: “entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale”.
Nicola Mattei



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3 Commenti

  1. A questi non frega niente….l importante continuare col progetto finale…stati uniti d europa, piano kalergi, nuovo ordine mondiale e soprattutto svendita e desovranizzazione (ma gia non lo siamo piu sovrano come paese) dell immenso patrimonio dell italia verso la privatizzazione estera, cosi noi saremo i camerieri degli altri

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