Venezia, 14 giu – A Venezia i tribunali sono al collasso perché intasati dai ricorsi dei profughi non profughi, che hanno anche l’assistenza legale gratuita. Un allarme lanciato da Paolo Maria Chersevani, presidente dell’Ordine degli avvocati di Venezia, che spiega come il patrocinio gratuito che lo Stato fornisce agli immigrati che si sono visti negare il riconoscimento della protezione internazionale stia mettendo in ginocchio giudici e avvocati. E nella metà dei casi i ricorsi vanno a buon fine. In pratica si tratta di profughi che dovrebbero essere espulsi ma che fanno ricorso in Corte d’Appello e in Cassazione.

Dati alla mano, si conta che le cause siano raddoppiate nell’ultimo anno. Un andazzo cominciato nel 2015, quando le domande di patrocinio gratuito da parte degli immigrati sono state 2.086. Nel 2016 le domande sono state 4779. E se nel 2015 il 39% delle istanze era relativo ai ricorsi contro il diniego di protezione internazionale da parte di 801 immigrati, nel 2016 per lo stesso motivo le istanza sono salite al 71,6% Numeri che continuano ad aumentare pericolosamente anche nell’anno corrente: da inizio 2017 a oggi le domande sono già 2724, il 78% delle quali relativo alla questione diritto d’asilo, cioè 2121.

Le stime dicono che da qui a fine anno le domande saranno ancora di più: “Siamo vicini al collasso, si rischia di arrivare a 10 mila richieste – dice ancora Chersevani – Noi non vogliamo polemizzare sui motivi dei ricorsi, né dire alla politica che cosa fare: però denunciamo che non è giusto che gli avvocati veneziani debbano farsi carico di un impegno del genere, sia dal punto di vista economico, che amministrativo, anche perché molti di questi legali sono di altre province”.

Facendo due conti sul piano economico, inoltre, la questione del patrocinio legale gratuito per gli immigrati che ricorrono contro il diniego di protezione internazionale costa allo Stato qualcosa come 5 milioni di euro all’anno, se si considerano 6 mila ricorsi. Lo Stato infatti paga una media di 700/800 euro per ciascuna causa. Come riporta il Corriere del Veneto, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Venezia rincara la dose: “Si sta creando una sacca di sfruttamento di questa situazione, visto che gli avvocati sono spesso gli stessi, indirizzati dalle associazioni. Magari si potrebbe valutare un turnover come per le difese d’ufficio”.

Ed essendo il numero degli avvocati sempre lo stesso, il risultato è un ulteriore allungamento dei tempi per una causa ordinaria, di quelle che intraprendono gli italiani per esempio, che già oggi si aggira sui tre anni. Oltre all’esborso non indifferente per le casse dello Stato.

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2 Commenti

  1. Gli informiamo che possono fare ricorso gratuitamente per avere qualcosa a cui non hanno diritto, ma intanto nessuno li informa che possono direttamente richiedere asilo politico alla nazione cui appartiene la nave che dalla Libia li traghetta da noi.

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