Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 ago – In breve tempo la notizia ha raggiunto quasi tutti i quotidiani nazionali, arrivando a scomodare buona parte della sinistra italiana: dal Renzi in cerca di riscatto dalla clamorosa cantonata sulle «uova razziste» fino a Fiorella Mannoia e ai progressisti fighetti di Vice. Stiamo parlando del blitz di CasaPound sulle spiagge di Ostia contro i venditori abusivi, realizzato sabato scorso da una ventina di militanti del movimento. A capitanarlo è stato Luca Marsella, consigliere del X Municipio di Roma (quello di Ostia, appunto) e leader della «tartaruga frecciata» sul litorale romano. L’azione è stata dimostrativa e pacifica, come testimoniano foto e video dell’evento, ma molto presto la stampa mainstream ha cominciato a parlare di «ronde razziste» e «violenza xenofoba». Abbiamo quindi raggiunto Marsella per sentire la sua versione.
Intanto partiamo dai fatti. Che cosa è successo sabato?
Insieme a circa 20 militanti di CasaPound mi sono recato sulle spiagge di Ostia e abbiamo allontanato i venditori abusivi lì presenti. In realtà non c’è stato neanche bisogno di parlare molto con loro: nella maggior parte dei casi, appena ci vedevano, se ne andavano spontaneamente. Chi parla di violenze e intimidazioni, molto semplicemente sta mentendo sapendo di mentire.
Non è tra l’altro la prima volta che lo fate.
L’azione aveva già scatenato polemiche lo scorso anno durante la campagna elettorale di Ostia, dove CasaPound ha poi ottenuto un sorprendente 9%. Ed è proprio questo il punto. Dall’anno scorso qui non è cambiato nulla, nonostante i proclami del governo e della giunta municipale a Cinque Stelle. Parlano tanto di legalità, ma poi nessuno si vuole veramente prendere la briga di agire. CasaPound invece sì.
I cittadini presenti come hanno reagito? Erano spaventati, come qualche testata ha riportato?
Assolutamente no. Anzi, in moltissimi ci hanno addirittura applaudito e fatto i complimenti. I romani non ne possono più degli abusivi. E noi siamo sempre dalla parte loro, così come dalla parte dei commercianti italiani tartassati da tasse e multe. Lo scorso anno dopo il nostro blitz ci furono sequestri di merce contraffatta e cibo avariato, un business per i negozianti stranieri da cui i venditori abusivi si rifornivano e per i produttori che noi vogliamo combattere anche duramente. Le accuse che arrivano dai radical chic, pronti a difendere illegalità e abusivismo pur di attaccare CasaPound, lasciano il tempo che trovano. Milioni di italiani ci daranno ragione, moltissimi sono già con noi.

Le critiche alla vostra azione sono arrivate sia da sinistra che dal M5S, che vi hanno rimproverato che queste cose competono alle forze dell’ordine.
Il M5S ha condannato il blitz spiegando che queste azioni sarebbero incompatibili con il mio ruolo da consigliere. Purtroppo per loro, però, io non sono stato eletto per scaldare una sedia o fare carte bollate spesso inutili, ma per difendere gli italiani. E ogni volta che ci sarà da affermare un principio di giustizia, mi troverete sempre al fianco del mio popolo, dentro e fuori le aule istituzionali.
C’è chi ha vi ha accusato di prendervela con i più deboli.
Il nostro nemico non sono i venditori abusivi in sé, ma chi c’è dietro, chi li sfrutta indegnamente per lucrare sulla loro pelle. Ieri alcuni venditori come ci vedevano fuggivano: il nemico numero uno del business e della criminalità che c’è dietro questi disperati è CasaPound. Purtroppo buonisti e radical chic non riescono proprio a capirlo.
Nonostante ciò, il Pd ha addirittura avanzato accuse di collusione tra CasaPound e la criminalità ostiense.
Renzi ed Orfini (che sarà querelato) continuano con le fake news dei rapporti tra CasaPound e la criminalità ad Ostia. Non è bastato il parere della Commissione Antimafia, non è bastato che nessun iscritto a CasaPound sia indagato o lontanamente coinvolto nel malaffare o nella criminalità. Bisogna distogliere l’attenzione da chi veramente ha fatto affari sulle spiagge che hanno portato all’arresto del presidente del X Municipio [Andrea Tassone, ndr] e al commissariamento per mafia. E non era certo CasaPound, ma il Pd.
Valerio Benedetti

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Non ho mai nascosto la mia enorme lontananza politica da CasaPound da mille punti di vista, ma sono fermamente convinto che l’opposizione vada fatta seriamente e non in questo modo ridicolo.
    “Difesi” anche Pivert, all’epoca e quello che dico a chi parla di aggressioni è che la violenza non è mai giustificata. Abbiamo tutti un telefonino? Bene! Se vedete un ragazzo di CasaPound che commette una violenza filmatelo, denunciatelo, ma non urlate all’aggressione quando il caso non ha nulla a che fare con ciò (non conosco lo specifico dell’articolo).
    Ma che questo valga per qualsiasi persona, a prescindere dalla formazione politica. Altrimenti è pura propaganda.

Commenta