Roma, 26 apr – In questi giorni Laura Boldrini sembra decisamente ringalluzzita. Sarà stata l’atmosfera del 25 aprile, dove tutti, almeno per un giorno, possono mettersi un fazzoletto al collo e sentirsi eroi. Sarà stata l’ospitata da Formigli, dove l’ex presidente della Camera ha potuto dare sfogo a tutto il suo antifascismo represso (in attesa di una bella denuncia, quando i fumi della «liberazione» si saranno dileguati). Sia come sia, la Boldrini non poteva assolutamente perdere occasione per rispolverare un po’ di sano anti-sessismo. Ma la pasionaria delle minoranze, stavolta, non se l’è presa con il «cattivo» Mario Giordano, bensì con i «buoni» dell’Espresso. Il motivo? Sulla copertina del nuovo numero del settimanale il volto di Virginia Raggi – attaccata dalla banda di Damilano per la famigerata intercettazione con l’ad di Ama – sarebbe stato invecchiato.  

Anti-sessismo un tanto al chilo

«Una giovane donna che viene invecchiata di trent’anni…», ha tuonato la Boldrini sul Fatto Quotidiano. «Se si voleva criticare l’operato della sindaca di Roma c’erano altri modi: la sua gestione della città non soddisfa tanti romani. Ritrarla così, con un volto che tra l’altro è poco riconoscibile e non rispondente alle sue sembianze, mi è sembrato poco appropriato: si poteva evitare». In realtà il volto della Raggi è ben riconoscibile, ma questa polemica pretestuosa, in fondo, serve all’ex presidente della Camera solo per intonare la solita solfa: «In un Paese in cui c’è rispetto per le donne non sarebbe concepibile un atteggiamento del genere. Il fatto che in Italia esista, vuol dire che c’è molto lavoro ancora da fare. Si sottovalutano le molestie, le offese, le allusioni. E a chi denuncia dicono “fatti una risata, che vuoi che sia”. Se la donna fa presente certe cose, diventa petulante e viene messa alla berlina. Poche donne si ribellano e pochi uomini lo ritengono inaccettabile». Che cosa c’entri tutto questo con la copertina dell’Espresso, che sta solo esercitando il diritto di critica al sindaco di Roma, non è dato sapere.

Attaccate tutti, ma non la Boldrini

Ad ogni modo, se cerchiamo di ricostruire il movente di questa uscita (e dei deliri disseminati nel resto dell’intervista), non dobbiamo andare troppo lontano: «Ci sono quotidiani – spiega la Boldrini – che hanno solo foto in cui faccio smorfie che mi fanno apparire male: la logica sottende una critica. A volte sono talmente irriconoscibile che salto sulla sedia!». Tutto chiaro: il diritto di critica deve essere prontamente conculcato se l’obiettivo è una donna, o peggio la Boldrini stessa. Le si potrà dire tutto, a Laura, ma di certo non le si può negare una grande, sconfinata autostima.

Elena Sempione

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  1. “Una giovane donna che viene invecchiata di trent’anni mi è sembrato poco appropriato, in un Paese in cui c’è rispetto per le donne non sarebbe concepibile un atteggiamento del genere. Il fatto che in Italia esista, vuol dire che c’è molto lavoro ancora da fare. Si sottovalutano le molestie, le offese, le allusioni.”
    Questa manfrina per la copertina dell’Espresso, tra l’altro per un’invecchiamento che vede solo lei.
    Pensavo sinceramente questa dichiarazione fosse una bufala…
    Alla Boldrini serve un TSO urgente. SUBITO!

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