Roma, 10 set – “Riporta al governo chi è stato zitto davanti a questi fatti. Lei che ha detto di essere l’avvocato del popolo, sa cos’è Bibbiano?“. Così Lucia Borgonzoni della Lega si rivolge al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Pd, alleato del Movimento 5 Stelle nel governo giallofucsia. Poi la senatrice, in Aula, ha tolto la giacca e ha mostrato una maglietta bianca con la scritta “Parliamo di Bibbiano”. Un chiaro riferimento all’inchiesta Angeli e Demoni sulla terribile vicenda degli affidi illeciti di minori, in cui è coinvolto anche l’ex sindaco dem di Bibbiano. A quel punto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto alla senatrice di rimettersi la giacca, “di ricomporsi” e ha sospeso la seduta. Lo stop è durato qualche minuto durante i quali i senatori leghisti si sono alzati e si sono andati a congratulare con la Borgonzoni.

“Sono sbalordita: appena si parla di Bibbiano il governo scompare”

Alla ripresa della discussione, la senatrice leghista si è rimessa la giacca, pur tenendo sotto la maglietta. I banchi del governo erano ancora vuoti così la Borgonzoni, che doveva concludere il suo intervento, ha colto l’occasione per lanciare un altro attacco: “Sono sbalordita dal fatto che appena si parla di Bibbiano il governo scompare. Non gliene importa nulla, né delle famiglie né dei bambini. Il Pd di certo dovrebbe vergognarsi che finora non ha dato nessuna risposta“. La senatrice leghista ha protestato perché il premier si era allontanato dai banchi del governo. “Dalla scarsa presenza del governo in Aula mi rendo conto non intendete dare risposte. Non scapperete dal giudizio della gente per sempre. L’avete sospeso per un po’ ma presto ci saranno le elezioni regionali regionali e vi ritroverete a dovervi confrontare con il voto dei cittadini che vi hanno bocciato”, ha concluso Borgonzoni. Applausi ironici e cori “dignità, dignità”, “Bibbiano, Bibbiano” hanno poi accolto il premier che rientrava in Aula e il senatore leghista William De Vecchis ha mostrato un cartello con la scritta: “Sei un barone non un Conte”.


Ecco il video:

Ludovica Colli

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