Roma, 24 apr – Anche stavolta il 25 aprile si conferma data divisiva per eccellenza, capace di spaccare gli italiani in due fazioni contrapposte. Quest’anno però la polemica è, se possibile, ancora più infuocata. Una polemica che ha finito per portare scompiglio anche nelle due forze della maggioranza: se Salvini ha dichiarato che non parteciperà alle celebrazioni di domani, i «compagni» Fico e Di Maio hanno invece ridato fiato alla sfiatate trombe dell’antifascismo, in una goffa rincorsa per accaparrarsi l’elettorato di sinistra. Oltre ai politici, sono poi scesi in campo anche i vip di cultura e spettacolo. Si parte da Al Bano per arrivare fino all’impagabile Vittorio Feltri, che ha tagliato corto: «Il 25 aprile? Non mi importa. A me interessa solo la figa». Alla grande baraonda si è unito ora anche Luciano Canfora: «Salvini mima Mussolini, in lui rivedo il fascismo», ha detto ai microfoni di Radio Capital il noto filologo di estrazione marxista.

Il Vangelo secondo Canfora

Lo spunto per queste dichiarazioni vaneggianti è stato offerto a Canfora dalle celebrazioni del 25 aprile, e in particolare dalla posizione assunta dal leader leghista. Secondo il filologo, definendo la festa della Liberazione come un derby tra fascisti e comunisti, Salvini avrebbe infatti minimizzato il valore del mito fondativo dell’antifascismo: «Deve studiare ancora parecchio», ha sentenziato Canfora. Che poi se la prende con un mostro sacro del giornalismo italiano: «Quando un qualunquista come Montanelli ebbe a dire che il 25 aprile si fece un’insurrezione contro qualcosa contro cui non c’era più da insorgere ha espresso esattamente quel sentimento destrorso, qualunquista e sostanzialmente nostalgico che Salvini ricanta con queste nuove note».  

Il mitra e l’Ur-fascismo

Ma non è finita qui. Perché per Canfora il ministro dell’Interno, facendosi fotografare con il mitra in mano, non farebbe altro che imitare il Duce del fascismo: «La foto di Mussolini con un fucile in mano ce la siamo dimenticata? Salvini continua a mimare il suo modello. Il fascismo è un fenomeno che prende forme diverse e ha sostanzialmente sempre la stessa natura». E poco importa, a questo punto del discorso, che a farsi ritrarre con il mitra siano stati anche eroi della democrazia liberal come Winston Churchill e J. F. Kennedy…

Winston Churchill (sinistra) e J. F. Kennedy (destra)

Ad ogni modo, questa sorta Ur-fascismo echiano Canfora lo rivedrebbe oggi «nella coniugazione che il ministro dell’Interno attua con il suo dire e il suo agire tra solleticazione del peggio delle masse non preparate, scatenandole contro il nemico esterno, e il legame con la parte più retriva della classe capitalistica». Fa specie che a vaneggiare in questo modo non sia qualche impasticcato dei centri sociali, ma un uomo di scienza. E se fosse proprio Canfora, e non Salvini, a dover tornare a studiare?

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. “solleticazione del peggio delle masse non preparate” dice il comunista complice morale dei circa 80 mila omicidi, spesso per motivi futili fatti da sedicenti partigiani comunisti su ordine di Stalin dopo il 25 Aprile !
    Magari Salvini avesse le capacità e le palle di Mussolini! Farebbe come lui e farebbe gestire allo stato l’economia e la moneta nazionalizzando le banche maggiori e banca d’italia, svenduta anche essa insieme alle banche pubbliche dai traditori nel 1992.Chissa’ se mai un altro grande italiano avrà il coraggio di affrontare i poteri occulti usurai stranieri come fece il Duce e a cui gliela fecero subito pagare con le sanzioni della loro Società delle Nazioni(poi ONU) nel 1936 con la scusa della guerra in Etiopia che porto’ il paese ad essere isolato e costretto alla guerra

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