1538917_10153216680482842_6016166437760846942_nAtene, 2 set – Prosegue la collaborazione fra CasaPound Italia e il movimento nazionalista greco Alba Dorata. Dopo le conferenze con esponenti del partito ellenico in Italia, svoltesi prima a Roma e poi a Milano, ora è toccato agli esponenti del movimento di via Napoleone III recarsi in Grecia. Ma non si è trattato di una visita di pura cortesia.

La Grecia, si sa, versa in condizioni sociali disastrose a causa delle politiche terroristiche della troika e della finta opposizione di Tsipras, il cui governo è riuscito solo a far passare in modo apparentemente indolore le stesse misure 11960145_10153216330977842_8180331446274513945_nultraliberiste.


Una delegazione guidata dal leader di Cpi Gianluca Iannone è allora partita alla volta di Atene per consegnare alla popolazione degli aiuti umanitari raccolti con la campagna “Per la Grecia, con la Grecia”, avviata a luglio scorso. In tutto si tratta di circa dieci tonnellate di beni di prima necessità messi insieme grazie alla generosità degli italiani e all’impegno di tutte le sedi del movimento che hanno partecipato all’iniziativa.

Gli aiuti sono stati distribuiti questa mattina dai militanti di CasaPound e di Alba Dorata, che, insieme, hanno accolto centinaia di cittadini in difficoltà nella sede centrale di Alba Dorata ad Atene. Un’iniziativa, quella della raccolta solidale, su cui da anni entrambi i movimenti sono in prima linea.

iannone grecia“CasaPound ogni settimana distribuisce aiuti agli italiani, ma oggi ha voluto portare il suo sostegno alla Grecia – sottolinea Iannone – Questa è la vera Europa della solidarietà, popoli fratelli che fanno fronte comune per uscire dalla speculazione e dalla crisi, non certo quella a cui si richiamano senza costrutto Renzi, Merkel e Hollande. La Grecia, dopo essere stata derubata e ridotta alla fame da Bce e Fondo monetario, ora, come l’Italia, si trova costretta ad affrontare un’invasione come mai si era vista prima: Ma Italia e Grecia sono due nazioni sorelle e non si lasceranno mettere all’angolo da chi ritiene di poterle ridurre a terre di conquista”.

Roberto Derta

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