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Pechino, 27 apr – Il caso Siri, il sottosegretario leghista indagato per corruzione, è ormai diventato il nuovo terreno di scontro per le due forze della maggioranza. Se Di Maio si dice sicuro che il premier Giuseppe Conte pretenderà le sue dimissioni da sottosegretario ai Trasporti, la Lega – tramite il ministro Gian Marco Centinaio – ha fatto sapere che, qualora il presidente del Consiglio agisse senza interpellare il Carroccio, il partito guidato da Matteo Salvini gli toglierà la fiducia. In questo clima sempre più infuocato, Conte ha quindi deciso di prendere tempo: dalla Cina, dove è in visita, ha infatti dichiarato che, prima di prendere una decisione definitiva, ha intenzione di parlare con Siri.

«Voglio parlare di persona con Siri»

«Una volta – ha affermato Conte – si chiedevano le dimissioni per telefono, anche senza guardarsi negli occhi, io sono fatto in modo diverso, con il sottosegretario Siri ci parlerò, chiederò delle spiegazioni, le pretenderò anzi e poi sarà assunta una decisione. Il primo ragionamento che va fatto è il rispetto delle istituzioni e del lavoro del governo, per questo siamo stati eletti e per questo stiamo lavorando, per recuperare la fiducia dei cittadini». Il presidente del Consiglio insiste dunque sul fatto che il caso Siri deve essere inserito «nel contesto della fiducia dei cittadini verso l’esecutivo. E quando prenderò una decisione, sia sulle delucidazioni che mi saranno fornite, sia sulle carte che ho cominciato a leggere, la spiegherò agli italiani. Non sono un giudice, trovo comprensibile che ognuna delle due forze politiche abbia una linea ben precisa, che Di Maio che ha sempre fatto della trasparenza un punto di orgoglio dichiari quello che ha detto».

«La decisione è solo mia»

Il premier Conte, tuttavia, ci tiene a rimarcare che la decisione, in ultima istanza, spetta a lui. E qualora propendesse per le dimissioni di Siri, il sottosegretario leghista dovrà farsi da parte: «Se dovesse restare incollato alla poltrona troverò il modo per scollarlo, se fosse quella la mia determinazione, ma in ogni caso discutere di una decisione in questo momento non è corretto, ci sono ancora dei passaggi da espletare, da parte mia mi fermo qui». Al di là dei toni, comunque, l’impressione è che il caso Siri si trascinerà fino alle elezioni europee. Dopodiché saranno i nuovi rapporti di forza – e la volontà di mandare avanti il governo – a fare la differenza.

Gabriele Costa

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