Roma, 23 apr – Gian Marco Centinaio, ministro dell’Agricoltura e appartenente alla Lega, viene intervistato dall’Adnkronos sulle prossime celebrazioni del 25 aprile.

“Mai partecipato: io sono coerente”

“Non ho mai partecipato alle celebrazioni del 25 aprile” spiega Centinaio ”Io sono coerente: non l’ho fatto quando ero presidente di municipio a Pavia, non l’ho fatto da consigliere comunale, non l’ho fatto da vicesindaco della mia città, non l’ho fatto da senatore e non lo faccio da ministro”. “Io ci credo alla festa del 25 aprile, eccome” spiega altresì l’esponente del Carroccio “ma non ho mai partecipato alle celebrazioni, perché non posso permettere a certa gente di contestare e polemizzare. Ci credo assolutamente in questa festa ma, purtroppo, è stata monopolizzata da una parte della politica. Mi riferisco ai centri sociali e all’estrema sinistra…”.

“Chi è di centrodestra viene contestato”


“Purtroppo – avverte Centinaio – le celebrazioni del 25 aprile sono diventate un momento in cui se tra i partecipanti c’è un esponente di centrodestra, diventa il bersaglio e viene fischiato, come sempre capita da 30 anni a questa parte”. E passa a parlare della sua esperienza personale. “A Milano due anni fa hanno contestato la brigata ebraica, e ogni volta, in tutta Italia vengono fischiati sindaci e parlamentari di centrodestra. A Pavia, quest’anno, hanno già annunciato che verrà contestato il rettore dell’Università durante il suo intervento, semplicemente perché ha avuto la disavventura di invitare il ministro Centinaio…”.

La volontà di evitare polemiche

E puntualizza le ragioni che lo hanno portato a rifiutare di partecipare a tali celebrazioni: ”Per evitare polemiche preferisco non andare a nessuna iniziativa. Non mi interessa consentire a certe persone di contestare. Se vogliono celebrare questa data, le celebrazioni se le facciano pure tra di loro, così se la cantano e se la suonano… Ormai il 25 aprile è diventato l’unico giorno dell’anno in cui una parte della politica italiana pensa di avere il diritto di parola e penso ai centri sociali e all’estrema sinistra”.

Ilaria Paoletti

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