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Roma, 20 giu – Già da un paio di giorni sta facendo discutere l’appoggio della Cgil alla famigerata pratica dell’utero in affitto. Galeotto fu un convegno organizzato dall’Associazione Luca Coscioni in collaborazione, tra gli altri, proprio con sindacato di Landini, che per l’occasione ha anche messo a disposizione la propria sede. Il nome dell’evento, che si è svolto ieri nella Capitale, aveva come titolo Fecondazione medicalmente assistita e gestazione per altri: la possibilità di un figlio nel 2019. Morale della favola: la Cgil ha di fatto dato il proprio imprimatur allo sdoganamento dell’utero in affitto (o maternità surrogata) che – lo ricordiamo – in Italia è reato.

Femministe contro la Cgil

Stavolta però, dopo aver taciuto in moltissime altre occasioni, le femministe hanno finalmente battuto un colpo. O meglio, alcune femministe. Tra queste figurano ad esempio Alessandra Bocchetti, Daniela Dioguardi e Giovanna Martelli, che in un appello pubblico a Landini hanno scritto: «Davvero possiamo pensare, vista la condizione sociale ed economica del Paese, che la “possibilità di un figlio nel 2019” passi dal regolamentare l’utero in affitto? Sono ben altri gli impedimenti alla scelta libera di avere un figlio che un sindacato come la Cgil dovrebbe considerare, con urgenza. L’immagine di una donna che affitta l’utero, rientra nella vostra mission di tutela del lavoro? Se si tratta di dono e non di lavoro perché la Cgil organizza il convegno?». La femminista Marina Terragni si è spinta addirittura oltre, e ha condannato senz’appello la «deriva dirittistica, radicaloide e distopica della sinistra italiana». Chapeau.

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Landini fa retromarcia

Sottoposto a questo fuoco incrociato, il segretario Maurizio Landini è stato costretto a recitare il mea culpa: «La Cgil – ha spiegato – non promuove né appoggia alcuna legge di sostegno o di regolamentazione della maternità surrogata. Simili decisioni, infatti, possono essere assunte solo dal nostro direttivo e ciò non è mai avvenuto». Landini parla addirittura di «pericolo di mercificazione, di riduzione della persona a oggetto, di deprezzamento della vita: una prospettiva che dobbiamo evitare anche solo di evocare e al direttivo della Cgil esprimerò la mia personale posizione». Un dietrofront un po’ sospetto, è ovvio, ma sempre meglio di niente.

Elena Sempione

2 Commenti

  1. Dopo il silenzio dei sindacati sull’ abolizione dell’ articolo 18, che ha reso i nostri giovani precari e senza poter ottenere un mutuo, Landini appoggiava il nuovo lavoro da schiavi; fare figli per coppie gay ricche.E guai se la mamma in affitto si affeziona; le và subito levato il nascituro mentre ai cani la Cirinnà da assessore aveva consigliato almeno 2 mesi con la madre cane per la stabilità psicologica…. del cane!

  2. La sinistra ha toccato il fondo, anche il sindacato di riferimento gli va dietro.La cgl si è ridotta a fare pratiche per pensionati il Lavoro le sue dinamiche, le nuove professioni, la disoccupazione giovanile non sa neanche cosa sono. Ma cosa ti vuoi aspettare da dirigenti cosi con scolarita’ inesistente, cultura da terza media se va bene che non si accorgono manco delle contraddizioni delle loro idee ( è vero il cucciolo di cane deve stare con la cagna fino a 4 mm, il cucciolo d’uomo….). Comunque se passa anche la depenalizzazione della legge sull’istigazione al suicidio oltre agli elettori ci penseranno i loro tutori a suo temo a liberarci di loro. Che tristezza.

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