99Posse_newVerona, 26 ago – L’esibizione a Verona dei 99 Posse, finanziata con i contributi pubblici, alla fine non si terrà. Gli organizzatori del festival per la sostenibilità e l’ecologia Vrban hanno annunciato ieri sera che preferiscono sostituire la band antifascista napoletana, per evitare possibili disordini. Una decisione altalenante che viene dopo una settimana di infuocate polemiche politiche che si sono spostate da Verona al livello nazionale.

Il nodo della discordia era la mancata comunicazione degli artisti che si sarebbero esibiti, prima della richiesta dei contributi di sponsorizzazione. Una furbata che non è passata inosservata ad Andrea Miglioranzi, presidente della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti di Verona Amia, esponente della Lista Tosi con un passato nella destra radicale. Miglioranzi ha comunicato che avrebbe ritirato il contributo e il patrocinio perché l’esibizione dei 99 Posse non era in linea con i valori promulgati dall’azienda di cui è presidente. La miccia era accesa e l’esplosione vicina. Altri esponenti dell’amministrazione (della lista Tosi e di CasaPound, ma non quelli della Lega) si sono pubblicamente detti contrari all’assegnazione di contributi pubblici per il concerto di chi canta “Se vedi un punto nero spara a vista” o “Leghista maiale sei il primo della lista”.

Una presa di posizione forte ma che ha una sua logica. Subito la polemica è rimbalzata tra i promotori del festival che, facendo finta di cadere dalle nuvole, han fatto sapere che la scelta era ricaduta sui 99 Posse per la grande sensibilità che hanno nei confronti dell’ambiente e della sostenibilità. I 99 Posse dalla loro hanno preferito rispondere con “A Verona se sei Napoletano e Comunista non puoi suonare, se sei Fascista ti danno una municipalizzata” portando la polemica su altri piani che nessuno aveva tirato in ballo, come ad esempio la provenienza geografica e il permesso per la loro esibizione. Il punto cruciale, che la maggior parte degli schierati dalla parte dei 99Posse ha fatto finta di non vedere, non era l’esibizione ma il finanziamento pubblico a loro.

Un articolo di cronaca nazionale su Libero è andato controcorrente e ha fatto notare questa cosa definendo la band antifascista partenopea “Ribelli a gettone”. Il piagnisteo di O’zulu e compagni non trova senso logico dato che è proprio a Verona che con l’ex amministrazione del sindaco di sinistra Zanotto, si negò il teatro comunale (non soldi e contributi pubblici ma l’uso del teatro) per un concerto commemorativo per Nicola Pasetto, il consigliere comunale e parlamentare missino, capo storico della destra, morto in un incidente stradale. E sempre a Verona (questa volta con amministrazione Tosi) che, su pressioni della sinistra (e con colpevole cecità della destra, ad eccezione di CasaPound) saltò il locale per un concerto Hardcore, perche i musicisti, seppur sotto tutela Siae, erano visti troppo vicini a idee fasciste. E altri casi ancora in cui, senza tanti piagnistei, gli organizzatori si rimboccarono le maniche e traslocarono in un altro locale.

E’ vero, come urla e strilla la sinistra, che le band Sumbu Brothers e 1903 hanno suonato in Arena (palcoscenico di fama mondiale) per la festa celebrativa dell’Hellas Verona. E quindi? Viene a mancare il collegamento logico. A Verona i Sumbu Brothers e i 1903 piacciono e sono graditi dalla maggioranza dei cittadini, i 99 Posse no.

Comunque sia il caso era scoppiato e, da tipico teatrino della politica, il carro della crociata della destra contro l’arrivo della sinistra andava avanti perdendo di vista il buon senso. Il carro della resistenza partigiana del terzo millennio, invece, il buon senso non l’ha avuto nemmeno alla sua partenza. Il sindaco Tosi, in innegabile ritardo, è uscito sulla stampa con dichiarazioni cerchiobbottiste tipo “Non condivido niente di quello che promuovono, ma sono liberale e dico che devono suonare”, nascondendo lui stesso che il problema non è il suonare ma il contributo comunale. Si sa che nel nord parlare dei soldi del portafoglio degli elettori non è una buona mossa.

L’Vrban è un festival che si tiene da 9 anni (da prima dell’amministrazione Tosi, quando c’era il Sindaco di sinistra Zanotto) ed è innegabile che, seppur apolitico, faccia riferimento a quell’area radical chic volemose bene – ascoltiamo la musica – abbracciamo gli alberi, che poco ha a che spartire con Tosi, Miglioranzi e l’attuale amministrazione. Però si sono turati il naso e si sono messi diligentemente in fila per la questua. Una cosa che non è piaciuta ai fratelli più radical e meno chic dei centri sociali, che li hanno accusati di mischiarsi con i fascisti. Quale modo migliore di appianare le discordie se non far suonare i 99 Posse con i soldi stessi dell’elettorato leghista-fascista?

Ma qualcosa è andato storto. Dopo l’annullamento del concerto i 99Posse hanno chiesto sui social “Chi comanda a Verona?” bhe la risposta è semplice, “Non voi”.

A Verona non c’era la solita amministrazione di destra al caviale e champagne (tranne proprio per l’ex sceriffo Tosi, che lanciato alla conquista della politica nazionale, ha preferito non battagliare in casa) e, per quanto si possa indignare l’intellighenzia che ha sempre quell’odore da festa dell’unità, pagare per farsi insultare è considerato da “coglioni”.

Ora si alimenterà ulteriormente il mito della Verona Fascista, così la destra potrà gongolarsi e sederei sugli allori e la sinistra piangersi addosso e sedersi in un angolo, secondo il più classico dei copioni su Verona. Nella realtà Verona si sveglia borghese e conservatrice come sempre e forse più, ma almeno non cogliona.

Massimiliano Cabianco

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3 Commenti

  1. Verona è una città fascista e razzista, Pasetto era un infame e Baiona un corrotto. Verona, gran bella città ma purtroppo piena di gente orrida e ignorante

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