Roma, 11 gen – “Comandano i terroni“, titola Libero e il vicepremier Luigi Di Maio va all’attacco, via Twitter, contro il “giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni“. “Ecco – prosegue il capo politico del M5S – la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Tranquilli abbiamo già iniziato a togliergliene da quest’anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero“, assicura. “P.S. – aggiunge – l’Odg rimarrà di nuovo in silenzio?”.

“Questo non è giornalismo, non è informazione”, gli fa eco su Twitter il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, Francesco d’Uva.

Il titolo provocatorio del quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri ha scatenato la polemica politica. In effetti – argomenta il quotidiano – dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, siciliano doc, al premier Giuseppe Conte, nato a Volturara Appula, in Puglia, sono molti i nomi di meridionali in cariche importanti, tutti citati dalla giornalista Azzurra Noemi Barbuto. “E sottolineo questo trend con fierezza, poiché sono terrona anch’io”, specifica la stessa autrice nel pezzo.

Ma la scelta della parola “terroni” a tutta pagina è stata duramente condannata praticamente da tutti. “Libero, il quotidiano del parlamentare FI con il record di astensionismo Antonio Angelucci, ha aperto stamattina con il titolo ‘Comandano i Terroni’, alludendo alle cariche istituzionali ricoperte da uomini e donne del Sud. L’ennesima prima pagina vergognosa di un quotidiano che negli ultimi anni ha ricevuto milioni di euro di soli contributi diretti statali e che ancora continua a riceverne”, è la condanna di Veronica Giannone, portavoce del M5S alla Camera dei deputati.

Terroni e negri, è sempre quello il cruccio dei certa gente. Possono cambiare nome e sbraitare ‘prima gli italiani’, ma l’unico italiano che conoscono è quello che vive sopra il Po, è ricco e anche un po’ evasore. Razzisti incalliti“. Commenta invece il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali.

Se davvero comandassero i terroni, come dice Libero, oggi non avremmo un paese che va a due velocità…“,sottolinea invece l’ex presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani. “Quando si ricoprono alte cariche si guarda al paese e non al territorio di provenienza – spiega il senatore di Forza Italia – La storia politica del nostro paese ci conferma questo dato”.

Se l’Ordine dei giornalisti – chiamato in causa da Di Maio – non si è ancora espresso, la Federazione nazionale della stampa condanna duramente la scelta del giornale diretto da Feltri: “Il titolo odierno di apertura del quotidiano Libero, dedicato ai ‘terroni’ ai vertici delle istituzioni, non può essere considerato una provocazione e neanche un divertissement. Senza voler invadere le competenze dell’Ordine dei giornalisti in materia deontologica, è semplicemente inaccettabile perché in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione e anche con i principi della Carta di Roma, alla quale la Federazione nazionale della Stampa italiana ha aderito”.

Così, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, che attaccano però anche il governo, giudicando “altrettanto inaccettabile l’esultanza del vicepremier Luigi Di Maio per il taglio del fondo per l’editoria, che non colpirà soltanto Libero, ma anche tante altre testate, assestando un colpo mortale al pluralismo dell’informazione e al mercato del lavoro”.

“In democrazia – spiegano Lorusso e Giulietti – la chiusura di un giornale non è mai una bella notizia, neanche quando non se ne condivide la linea politica. Un esponente di governo che esulta per il taglio dei fondi all’editoria rende ancor più palese la sua idea di democrazia. Utilizzare il potere di legiferare per compiere ritorsioni e consumare vendette nei confronti di un settore industriale strategico per la democrazia e di una categoria di professionisti, come è recentemente avvenuto, non è degno di un Paese civile e democratico”, conclude la Fnsi.

Ludovica Colli

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  1. a me piacciono molto questi titoli,ossia il coraggio di dire quello che si pensa,in un mondo ove il solo scrivere “Nigeriano” è bandito al posto del suggerito “cittadino di origine nigeriana” ed il terrorista musulmano o islamista diventa “terrorista” e basta.

    un piccolo appunto su quanto dichiarato da tal Renato Schifati “Se davvero comandassero i terroni, come dice Libero, oggi non avremmo un paese che va a due velocità…”

    è proprio vero il contrario a mio avviso; il Sud non si è sviluppato proprio perchè nella catena di comando si è preferito inondare il Meridione di una valangata di posti pubblici e parastatali,di cui i mitici forestali della Sicilia ne costituiscono solo uno degli aspetti più evidenti;

    basterebbe poi dare un’occhiata agli effettivi dell’Esercito ove 75% sono Militari provenienti dal Meridione a dispetto del fatto che quasi il 50% della popolazione italiana vive nel Settentrione;
    questo significa (a meno di non pensare che in Meridione non si fabbricchino dei RAMBO su base industriale) che sono stati FAVORITI gli aspiranti soldati meridionali potendo questi contare costoro su di una catena di Comando che li ha prepotentemente raccomandati,alla faccia di tal Schifati.

    NB il mio pensiero non avalla nessuna supremazia “settentrionale”,piuttosto stigmatizza un Paese ove parte dei cittadini sono stati sistematicamente considerati più uguali degli altri,indipendentemente dal merito e dalle proprie capacità individuali.

  2. Il nostro meraviglioso e accogliente Meridione subisce le deiezioni umanoidi ,sinistre e non , che lo hanno portato ad essere inviso a tanti……… chiaramente,sino a che i comunistoidi senza dignità saranno al potere, non ci sarà speranza di crescita e sviluppo……… d’altro canto dobbiamo ricordare che se consideriamo dal punto di vista della fredda matematica alcune macroregioni del nord,in relazione alla ricchezza prodotta, svizzeri e tedeschi sarebbero dei poveracci……..ma , alla ricchezza ed ai primati di queste laboriose regioni del Nord, il contributo di uomini e donne del Sud risultano fondamentali……….per cui certi titoli vanno ironicamente compresi e capiti, anzi ,se vengono utilizzati per mettere in evidenza zone oscure di inefficienza parassita di una certa burocrazia pseudo buonista,ben vengano.

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