Milano, 3 mag – Fa ancora discStefano del Milgio Lealtà Azione Milanoutere il ricordo dei caduti della Rsi da parte di CasaPound e Lealtà e Azione avvenuto qualche giorno fa a Milano. È di oggi la notizia che la Digos avrebbe identificato 70 persone tra quelle presenti a cimitero milanese. Ne abbiamo parlato con Stefano Del Miglio, presidente di Lealtà e Azione.

Vi aspettavate questa mossa da parte delle autorità?

Ce lo aspettavamo, era nell’aria, nulla che non avessimo messo parzialmente in conto. Dico “parzialmente” perché avevamo a lungo ragionato di non andare al Campo X il 25 aprile per non cadere nel girone infernale di un sistema di contrapposizioni. Credevo che andando in un altro giorno sarebbe stato riconosciuto il diritto di commemorare i nostri morti nel modo che abbiamo sempre fatto da 20 anni a questa parte, senza mai sollevare polemiche. Registriamo peraltro una solerzia incredibile: 70 identificati in tre giorni è una cosa che non accade neanche per reati ben più gravi. C’è un’evidente sproporzione tra un reato che non esiste e un’inchiesta così veloce. È chiaro che è una risposta politica, più che giudiziaria.

Già perché non è ancora chiaro quale sia il reato che viene contestato…

Persino Enrico Mentana, su La7, ha detto che è tutto da dimostrare che sia stato commesso un reato. È la verità. Possono fare tutte le inchieste che vogliono, ma al processo vedremo che reato è stato commesso. Anche perché non c’è stata nessuna parata, non c’erano striscioni, non c’erano vessilli. In più vorrei ricordare che una recente sentenza dice che il saluto romano durante il ricordo dei caduti non è reato. E trovo paradossali le dichiarazioni di Sala, che ha chiesto di denunciare tutti a prescindere dalle recenti sentenze. Ma come, le sentenze non vanno sempre rispettate, come loro ripetono in continuazione? Le istituzioni non si possono rispettare solo quando fa comodo. La verità è che si stanno scervellando per trovare dei reati dove reati non ci sono, ecco perché tanto nervosismo. Vorrei peraltro capire come faranno a identificare chi ha fatto il saluto romano, dato che non tutti l’hanno fatto, era una scelta libera di ciascuno.

In ogni caso possiamo dire che, a prescindere dall’esito di questa inchiesta, il ricordo dei caduti non si fermerà?

Il nostro è un sacrosanto diritto. È assurdo che a tanti anni di distanza da quei fatti ci sia il divieto di ricordare i caduti secondo i nostri principi. Sicuramente le commemorazioni andranno avanti. Se poi dovremo andare davanti a un giudice per far valere le nostre ragioni, allora come eravamo spalla a spalla al cimitero saremo spalla a spalla al tribunale.

a cura di Giorgio Nigra

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