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Roma, 2 lug – Le due facce del governo gialloverde: da un lato la Lega che cerca con non poche difficoltà di far rispettare leggi e confini nazionali, dall’altro il Movimento 5 Stelle che apre al dialogo con i fuorilegge delle Ong – ormai convinti di potere fare il bello e cattivo tempo, raccogliendo immigrati in staffetta con gli scafisti, forzando i blocchi imposti dalle nostre autorità, speronando motovedette e mettendo a rischio la vita dei nostri militari, il tutto con il plauso e il supporto di Pd e compagnia. Come schiaffo ulteriore lo fa nella più istituzionale delle sedi, la Camera dei deputati. L’appuntamento è previsto per domani alle 9,30 ed è annunciato nero su bianco sul sito della Camera nella sezione della I Commissione Affari Costituzionali, della presidenza del Consiglio e Interni:

“Audizioni nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 1913, di conversione del decreto – legge n. 53 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Ore 9:30: rappresentanti del Tavolo Nazionale Asilo, di Open Arms, di Sea Watch, di Medici senza frontiere, di Mediterranea – Saving Humans e della Comunità Papa Giovanni XXIII”.

camera sea watch

Fuorilegge come interlocutori

Perché una parte del governo si piega al confronto con chi non rispetta le nostre leggi? Se lo chiede anche il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. Che ha dichiarato: “Mentre il ministro dell’Interno Salvini, insieme al premier Conte e ai ministri Trenta e Toninelli sono impegnati a proteggere i confini e la legge, apprendiamo con sorpresa che la Sea Watch sarà audita in Commissione per discutere del Dl sicurezza Bis. Da una parte il governo difende l’Italia, dall’altra vengono considerati interlocutori dei fuorilegge che speronano le navi della Guardia di Finanza”.

La risposta dei Cinquestelle

Secca la risposta dei pentastellati, nelle persone di Giuseppe Brescia e Francesca Businarolo, presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Montecitorio: “In merito alle dichiarazioni stupite del sottosegretario all’Interno Molteni, rendiamo noto, a un membro del governo non digiuno di procedure parlamentari, che è pieno diritto di ogni gruppo parlamentare richiedere l’audizione di soggetti interessati dalle norme in discussione. Ai presidenti di commissione spetta garantire le prerogative di ogni gruppo per preservare il ruolo del Parlamento, luogo di discussione e di confronto. Le questioni giudiziarie riguardano i tribunali e non le commissioni parlamentari”, spiegano. E concludono: “Le richieste di audizione sono state effettuate entro martedì 25 giugno. Infine ricordiamo che nella scorsa legislatura il comitato Schengen ascoltò in audizione il presidente di Sea Eye e un senatore della Lega ebbe l’opportunità di fare domande e ricevere risposte”.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. ..il “fico” vuol fare le scarpe al di maio….I transfughi sono collegati direttamente al ” fico”, il quale è manovrato dal pd… .il movimento è in un gran casino: lotta di potere e confusione ideologica…

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