Roma, 10 set – Giuseppe Conte è ossessionato da Matteo Salvini. Sembra non accettare critiche e attacchi da parte di chi invocava le elezioni e adesso è invece costretto ad assistere a un governo Pd-M5S guidato dallo stesso premier dell’esecutivo Lega-M5S. Una giravolta più unica che rara nella storia italiana, inevitabilmente posta al centro dell’attenzione oggi in Aula. Così al Senato, in attesa del voto di fiducia, Conte ha replicato all’intervento del leader della Lega: “Assegnare ad altri le proprie colpe è il più limpido, lineare percorso per rimanere deresponsabilizzato a vita, per non confrontarsi con le conseguenze delle proprie decisioni. Un modo certo, non il migliore, per conservare la propria leadership e scacciare via errori gli politici”, ha dichiarato il primo ministro.

Amici nemici

“Chi è fermo all’8 agosto – ha detto Conte – con una certa arroganza e scarse cognizioni di diritto costituzionale ha ritenuto di arrivare unilateralmente a una crisi di governo, e questo è legittimo, ma ha ritenuto di poter unilateralmente decidere di portare il Paese a elezioni e ancor più unilateralmente di farlo da ministro dell’Interno”. Una replica piuttosto stizzita all’affondo di Salvini dunque, che è stata intervallata dai cori di alcuni senatori leghisti rivolti ai giallofucsia: “poltronori” e “dignità dignità” su tutti.


Il premier ha però continuato il suo discorso senza scomporsi troppo. “Sempre unilateralmente e arbitrariamente – ha detto Conte rivolgendosi a Salvini – ha deciso di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri, ‘pieni poteri’. Se questo era lo schema, il progetto, l’obiettivo, è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, pur nel rispetto della Costituzione, per senso di responsabilità, per evitare al paese una grave, gravissima incertezza economica, siano diventati nemici. Gli amici di ieri non diventano avversari, diventano nemici”.

Un alfiere poco credibile

Poi Conte si è rivolto ai leghisti che continuavano a gridare “dignità, dignità”, dicendo che “dignità per me è servire con disciplina e onore l’interesse del mio Paese e gli interessi degli italiani, non altro”. E che “la dignità di un presidente del Consiglio non può essere riconosciuta a seconda che sia con voi al governo o meno: ero l’alfiere degli interessi nazionali fino a ieri, ora non lo sono più”. Pensare di poter governare con chiunque ti accetti come premier ed essere considerato “un alfiere degli interessi nazionali”, è quantomeno irrealistico. Eppure Conte ha deciso che lui può tutto.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. Conte non è l’avvocato del popolo italiano ma forse della banca d’italia, come ha detto al Senato Bagnai visto che Conte disse che l’oro della banca d’italia era della banca mentre la stessa BCE di recente ha ribadito che è solo depositaria di tale oro.Ricordiamo che dal 1992 la banca d’Italia è privata , come la BCE, ed è in mano alle oligarchie occulte della finanza che centellinano moneta prodotta a costo zero ed esentasse ai governi in cambio delle politiche di depredazione e schiavizzazione da loro volute.
    Conte non sembra da oggi ma da molto tempo nemico di Salvini visto quanti ostacoli gli ha messo sopratutto per quanto concerne un Italia almeno un po’ sovrana e non assoggettata ai desiderata stranieri che coincidono con l’austerità e il debito come cappio al collo da cui ci fanno credere che è impossibile liberarsi(vedi la totale avversione come da ordini di Tria ai minibot, denaro prodotto a costo zero dallo stato )

  2. Nemici ?
    Bella merda umana ……

    Solo gli STALINISTI chiamano nemici (o pazzi) gli avversari politici , non lo fece mai neppure il DUCE , che era un dittatore …. mica un primo ministrucchio a scadenza BREVE ……

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