Taormina, 26 mag.- Un militare armato ogni dieci metri. Taormina da ieri è una città blindata per il G7. In città ci sono quasi 10mila uomini, tra esercito e forze dell’ordine, per garantire la sicurezza ai potenti del mondo che tra poco più di un’ora si riuniranno per una due giorni di discussioni su terrorismo, globalizzazione, Africa, Medio Oriente e Russia.

Sette i check point con apparecchiature sofisticate, di ultima generazione. Persino un laboratorio della polizia scientifica, non sia mai che succeda qualcosa. Tutto è pronto per ogni evenienza, ci sono persino una tenda di decontaminazione e un’unità di biocontenimento. Insomma, un clima da terza guerra mondiale.

Le strade e i vicoli della Perla Jonica, che di solito brulicano di turisti, sono deserte. Gli abitanti si possono muovere solo con un apposito pass, anche i bambini. Telecamere ovunque. Chiuso lo spazio aereo nel raggio di 10 chilometri dalla città fino a vertice concluso. Tutta la città è zona rossa. I pochi turisti che si sono stanno in spiaggia, ma anche lì sono schierati i militari.

I tratti di mare a pochi passi dalla costa sono pattugliati dagli acquascooter, ma a vegliare un po’ più al largo c’è il cacciatorpediniere lanciamissili della Marina Militare, Francesco Mimbelli (D 561). Pattuglia il tratto compreso tra Spisone, Capo Taormina ed il molo di Schisò. È un’unità multiruolo per la lotta antiaerea, lotta antisommergibile, lotta antinave e per il bombardamento a lungo raggio.

Di seguito le foto dell’atmosfera surreale che si respira in città e nei dintorni.

 

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