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Milano, 11 mar – Detto fatto: dopo che il premier Giuseppe Conte ha detto che aspettava le richieste formali della Lombardia su eventuali ulteriori strette per contenere l’epidemia di coronavirus, invitando a non farsi prendere la mano con le restrizioni sulla scorta del panico collettivo, il governatore lombardo ha formalizzato quanto richiesto al governo giallofucsia, sottolineando la volontà comune di tutte le realtà lombarde: “Le misure sono state condivise con i Sindaci dei Comuni capoluoghi, Anci, Upl e gli attori del Patto per lo Sviluppo”. Anche perché, con “1.300 casi in più rispetto a ieri”, in Lombardia il tempo stringe e la Sanità rischia il collasso, è l’allarme di Attilio Fontana.



La lettera di Fontana: “Tutto chiuso tranne i servizi essenziali”

“Si chiede che il governo emani una sospensione dei termini processuali e degli adempimenti di natura amministrativa ed assicurativa”, si legge nella lettera inviata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana al premier Conte, divulgata dall’AdnKronos. Viene richiesta, poi, “la chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole. La chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità“. Inoltre, continua Fontana, “sono chiusi i mercati sia all’aperto che al coperto. Chiusura delle attività artigianali e di servizi, ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza. Chiusura di tutti gli alberghi e ogni altra attività destinata alla ricezione, ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di pubblico servizio”. C’è anche la richiesta di “sospensione di tutti i servizi mensa, chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e del corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti”. Mentre “è consentita ogni attività di smart working e fatta salva da parte della Regione Lombardia di individuare attività di indifferibile necessità”.

Conte: “Valutiamo richieste”

Il premier, stamattina aveva detto: “Siamo in attesa delle richieste. Non c’è nessuna chiusura verso misure più restrittive”. Dopodiché Conte fa sapere che il governo valuterà le richieste di Fontana. Ma la misura “che potrebbe essere proporzionata per la Lombardia”, visto che “è per l’Italia quello che Wuhan era per l’Hubei”, “non lo è per il resto del Paese, in particolar modo per le regioni centromeridionali dove questa situazione ancora non c’è”, precisa Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, parlando su Radio Capital.

Cirio: “Anche richieste del Piemonte vanno accolte”

Ma intanto anche il Piemonte è pronto a chiudere per l’emergenza coronavirus. Lo ha detto il governatore Alberto Cirio ai microfoni di Radio 24. “Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo – annuncia – credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso“. “Se le parole del presidente Fontana -chiarisce – vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E’ per questo che l’ho sottoposta all’unità crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo”.

Adolfo Spezzaferro

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