Roma, 9 nov – Ci sono tante cose, in questa storia di Ostia, degli Spada, del giornalista di Nemo aggredito, che non dovrebbero succedere. E invece succedono.

Non dovrebbe succedere che CasaPound, che con sforzo immane e impegno documentato sul territorio riesce a scardinare logiche partitiche consolidate e a sfiorare il 10% in un municipio difficile, venga accusata di collusioni mafiose senza uno straccio di prova. E invece succede.

Non dovrebbe succedere che si rilanci questa bufala senza tenere minimamente conto dei dati elettorali, che premiano Cpi anche in territori lontani da quelli in cui vivono gli Spada, e senza domandarsi che diamine di sodalizio criminale sia quello che vedrebbe un intero clan mobilitarsi per far eleggere… un consigliere d’opposizione in un municipio di Roma. E invece succede.

Non dovrebbe succedere che il Movimento 5 Stelle cavalchi questa storia scordandosi di quando era lui a godere di endorsement ben più impegnativi da parte della stessa personalità locale controversa (“Mi piacerebbe candidarmi qui a Ostia. Non credo che il M5S sarebbe disposto a propormi. Ma è l’unico che ha dimostrato finora di essere un partito pulito”). E invece succede.

Non dovrebbe succedere che in un municipio sciolto nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, con il presidente del Pd arrestato e condannato a 5 anni, il Pd si riscopra paladino dell’antimafia. E invece succede.

Non dovrebbe succedere, ovviamente, che un giornalista venga picchiato per aver fatto delle domande. E invece, in certi territori difficili, a volte succede.

Non dovrebbe neanche succedere che questo fatto deprecabile venga presentato spiegando che a Ostia non si fanno domande su CasaPound altrimenti scattano le botte, perché non è quello che si vede nel video, si vede una persona che nega ripetutamente interesse verso il risultato di CasaPound (le parole del personaggio sono oro colato a corrente alternata, a quanto pare) e poi, in seguito all’insistenza del giornalista, lo aggredisce. E invece succede pure questo.

Non dovrebbe succedere che la rabbia popolare che trova voce in forze giovani, pulite, coraggiose, concrete venga banalizzata, spiegando quei successi come il frutto di accordi e sodalizi indimostrati, di fantomatici giri di denaro che partono dalla Russia, vanno in Francia e poi si riversano in Italia (lo ha detto, ma non lo ha dimostrato, perché è impossibile farlo, l’Espresso), di grandi vecchi nazionali e internazionali che tirano le fila di non si sa bene quale trama nera. E invece succede, fortunatamente. Sì, fortunatamente, perché più si cerca il motivo segreto del successo di Cpi, più sfuggirà quello palese, che è tutto politico. Più ci si concentra su questo tipo di campagne, più si hanno armi spuntate verso la vera novità della politica italiana. Che quindi continuerà a crescere. Anche questo, secondo alcuni, non doveva succedere. E invece, carissimi stronzi, sta succedendo.

Adriano Scianca

 

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7 Commenti

  1. CASAPOUND CALLING !

    come sempre e più di sempre gli editoriali di Scianca sono più precisi e taglienti di una katana forgiata da Hattori Hanzo….inutile aggiungere che ormai la “sinistra” che quando si chiamava PCI cercava di rappresentare la fabbrica e la strada (salvo poi “governare” di fatto con la DC,ma questa è un’altra storia) è ormai diventata bandiera solo di un elettorato superultra-garantito di statali,di ex-statali magari andati in pensione prima dei 50 anni e di qualche elite straricca che boccia le “barricate” a Gorino salvo poi chiamare il sindaco di Capalbio pregandogli somessamente di fare lo stesso….

    è un pò come con Mussolini,la sinistra lo ha odiato perchè di fatto lo ha “perso” politicamente,finendo a supporto ed a braccetto dei poteri capitalistici di allora che lo avversavano.

    la strada chiama CASAPOUND !

  2. Mi viene da pensare che questo sia solo l’inizio. Se CPi continuerà ad attrarre consensi le diffamazioni dei giornali passeranno a colpire i singoli dirigenti, poi inizieranno i magistrati con in chieste campate in aria.
    E’ il livello della “politica” italiana.
    La diffamazione non fermerà la rivoluzione. W CASAPOUND, W L’ITALIA!

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