Roma, 2 gen – In questi ultimi mesi l’attenzione dei media è stata calamitata dal duo dei vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini (soprattutto dal secondo, che è un vero «animale da social»). Eppure, piuttosto che l’azione del governo gialloverde, ben più incisivo (e decisivo) è stato l’operato del presidente della Repubblica. Esatto, quello stesso Sergio Mattarella che, al momento della sua ascesa al Quirinale, era stato sbeffeggiato da tutti come «mummia», «notaio» e «marionetta di Renzi». E invece – stante la totale inettitudine dell’opposizione in Parlamento – è proprio lui ad aver vinto il primo round contro i «populisti» al governo. Vediamo come.

In molti si erano lamentati in passato delle ingerenze di Napolitano, presto ribattezzato «Re Giorgio», ai danni degli esecutivi che si erano avvicendati sotto il suo doppio mandato presidenziale (2006-2015). E le accuse erano tutt’altro che infondate: sul «golpe bianco» del 2011 ai danni di Berlusconi e sulla nomina pilotata di Mario Monti, le responsabilità di Napolitano sono acclarate. Ma anche Mattarella non è stato da meno: a fine maggio, con un colpo di mano senza precedenti, il «monarca» del Quirinale si rifiutò di consegnare il mandato di governo a Lega e M5S, che avevano trovato una maggioranza parlamentare. Il motivo? La nomina in pectore del «sovranista» Paolo Savona a ministro dell’Economia. La questione alla base del rifiuto, pertanto, era squisitamente politica. Forse per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, un capo di Stato si è opposto frontalmente alla maggioranza degli italiani, rappresentata in questo caso da leghisti e pentastellati.  

La condotta intransigente e inaudita di Mattarella – sostenuto da Bruxelles e della Cei – sembrava però averlo spedito in un vicolo cieco: il suo premier designato, Carlo Cottarelli, dovette infatti rinunciare al mandato esplorativo, dato che in Parlamento avrebbe incassato la bellezza di zero voti. Eppure, a dispetto dei toni trionfalistici usati da Di Maio e Salvini per salutare la formazione del «governo del cambiamento», il presidente della Repubblica aveva raggiunto il suo scopo: con l’imposizione di due suoi uomini di fiducia (Tria e Moavero) nei due ministeri-chiave (Esteri ed Economia), Mattarella ha di fatto ingolfato sul nascere l’esecutivo gialloverde.

E i risultati si sono visti: esclusa la misura – più simbolica e propagandistica che altro – del taglio dei vitalizi ottenuta da Di Maio, e fatta eccezione per la riduzione degli sbarchi garantita da Salvini (l’unico risultato concreto conseguito sinora dal governo), la sfida decisiva l’ha vinta Mattarella. La legge di Bilancio, infatti, è stata un insuccesso clamoroso: gli alleati europei(sti) del presidente della Repubblica (Juncker e Moscovici) hanno stravolto la «manovra del popolo», condannandoci a un altro anno di austerità e recessione. Tanto che Mattarella, nel suo discorso surreale di fine anno, si è concesso il lusso di attaccare più volte un governo già preso a sculacciate da Bruxelles. Un governo forte ed esagerato nei toni, ma talvolta debole e contraddittorio nei fatti. Altro che Pd e Forza Italia. La vera opposizione in Italia la fa Mattarella. Un’opposizione efficace, concreta, senza buffonate o trovate da circo, come i gilet azzurri di Silvio e le goffe intemperanze di Fiano. Un’opposizione che viene fatta ormai fuori dal Parlamento, proprio come comanda il nuovo paradigma postdemocratico. Un’opposizione che, ora come ora, ha costretto Di Maio e Salvini a battere in ritirata e a rimandare la resa dei conti a dopo le Europee. Sempre che riescano a vincerle, queste Europee.

Valerio Benedetti

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Commenti

commenti

2 Commenti

  1. lucidissima analisi del valente Valerio Benedetti;

    per quanto poco possano contare le mie parole, porgo a lui i miei complimenti per il pezzo e a tutta la Redazione del Primato Nazionale l’augurio di continuare a produrre – articolo dopo articolo – quello che ritengo essere l’ultimo vero giornalismo italiano,in questo 2019 appena iniziato.

    ad maiora !

  2. Un grigio personaggio,oscuro,incompetente,adulato dai radical chic,seguito dai comunisti e dagli xenofobi antipatrioti,che ha toccato la sua peggior bassezza nel definire la convivenza come sinonimo di sicurezza……….veramente nauseabondo,un alieno che vive in un mondo dorato e disprezza gli italiani che ancora credono nella patria e nella difesa dei confini………..si faccia un giro nelle zone dello spaccio negroide-magrebino,vada a vedere come tentano di vivere gli italiani nelle periferie,fra campi rom,degrado e microcriminalità………..ne faccia molti di giri……….poi si vergogni.

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