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Napoli, 3 gen – “Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il governo noi metteremo in campo un’azione di salvataggio e la faremo entrare in porto. Sarò il primo a guidare le azioni di salvataggio”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, torna a sfidare il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel bel mezzo della rivolta dei sindaci rossi contro il decreto sicurezza.

Intervenuto a Radio Crc in merito alla vicenda della nave Ong Sea Watch, che da giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 immigrati irregolari a bordo, De Magistris lancia accuse pesanti: “I comportamenti dei governanti si avvicinano a quelli dei trafficanti di esseri umani perché se loro lucrano su questa gente, i governanti lucrano politicamente facendo credere alle persone che l’infelicità dei Paesi occidentali sia dovuta alla gente e ai bambini che stanno morendo in mezzo al mare“.

Secondo il sindaco di Napoli, “lasciare persone e bambini in mezzo al mare con il gelo e la tempesta è qualcosa di indegno, criminale”.

Mi auguro che da alcune componenti più sensibili di questo governo si senta battere un colpo perché non ci sto più nemmeno a dire che è solo Salvini perché se fosse così significa che è diventato il padrone del governo. Il governo ha una sua collegialità, il premier batta un colpo e ci faccia sapere se siamo il Paese che fa morire i bambini in mezzo al mare. Se siamo arrivati a questo c’è da fare ben altro che la disobbedienza civile”, incalza l’ex toga rossa, chiamando in causa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Immediata la replica del vicepremier: “I porti italiani sono chiusi, abbiamo accolto già troppi finti profughi, abbiamo arricchito già troppi scafisti! I sindaci di sinistra pensino ai loro cittadini in difficoltà, non ai clandestini“.

Insomma, come sul fronte del decreto Sicurezza, lo scontro dei sindaci rossi – per adesso soltanto verbale – con il leader della Lega (al di là del fatto che alla fine la legge dello Stato “vince” anche sulle delibere cittadine) svela senza dubbi la reale intenzione di questi personaggi: avere visibilità sul fronte buonista, immigrazionista e dell’accoglienza indiscriminata, alla faccia dei cittadini che dovrebbero amministrare.

Adolfo Spezzaferro

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