Roma, 6 apr – Luigi Di Maio con l’occasione delle consultazioni al Colle ha lanciato dei chiari messaggi fuori dai confini nazionali, lasciando intendere al di là di ogni dubbio che lui è più affidabile e “istituzionale” del rivale-possibile partner Salvini. Come era ampiamente prevedibile, il leader dei 5 Stelle, tradendo di fatto la sua base elettorale, ha cancellato ogni posizione anti-sistema, dichiarando a chiare lettere che con lui al governo “l’Italia manterrà gli impegni internazionali già assunti: resterà alleata dell’Occidente, resterà nella Nato, nell’Unione europea e nell’unione monetaria”.

Insomma, i grillini si sono auto-addomesticati pur di entrare a Palazzo Chigi. Anche se a questo punto è legittimo dubitare che fosse davvero nelle loro reali intenzioni quanto sbandierato durante la campagna elettorale, ossia assumere posizioni in qualche modo assimilabili a quelle della Lega sul fronte della sovranità nazionale (come dimenticare la campagna no immigrati della Lombardi).

Appena sotto i riflettori istituzionali, Di Maio ha consumato un dietrofront tattico per superare Salvini nelle grazie di Ue e Usa. Questo la dice lunga su quanto i 5 Stelle siano davvero la grande novità anti-sistema, il movimento dei cittadini onesti che non fa inciuci e via dicendo. Non a caso ieri, al Quirinale, quando il solito Enrico Lucci ha chiesto a Di Maio: “Che differenza c’è tra contratto e inciucio?”, il leader pentastellato ha taciuto.

La posizione dei 5 Stelle ormai è svelata: si sono messi a disposizione dell’establishment come un Pd qualsiasi pur di governare. E proprio ai Dem hanno lanciato l’amo, sotto gli occhi attenti di Mattarella.

Chi alle ultime elezioni non è caduto nella trappola del voto utile sapeva già che tutto questo sarebbe successo. Chi non ha votato per il centrodestra, consapevole che i suoi leader avrebbero fatto di tutto per tornare nel Palazzo, oggi almeno può dire di aver espresso un voto davvero sovranista, per il bene della nazione. Il tempo (e i fatti come quelli a cui stiamo assistendo in queste ore) darà ragione a chi non si lascia incantare dalle sirene della vecchia politica – che adesso annovera ufficialmente tra le sue disordinate schiere anche i grillini.

Simone Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound Italia, lo ricorda a tutti: “No, non avremmo partecipato in nessun caso ad un governo con i 5 Stelle. Mai un governo con Luigi Di Maio, che anche oggi ha voluto ribadire di essere al servizio scodinzolante dell’Europa e dell’Euro! E quelli che vi dicevano ‘votateci o arriva un governo coi 5 Stelle’? Ora vogliono fare un governo coi 5 Stelle. Complimenti”.

Nulla di nuovo sotto il sole, ma almeno adesso è sotto gli occhi di tutti.

Adolfo Spezzaferro

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Commenti

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5 Commenti

  1. Si sta dimostrato proprio quel vero movimento politico che nasce dalla pancia tumultuosa degli italiani! Certo che se continua così si espleterà sottoforma di scarica diarroica.

  2. vale il vecchio detto :

    agli italiani si fa prima a metterlo in culo che in testa .

    Gia lo sapevo prima ed ho la coscienza in pace alla prossima tornata elettorale non votero’ piu’ .

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