Roma, 30 ago – “O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti“. Così Luigi Di Maio al termine dell’incontro tra la delegazione del M5S e il premier incaricato Giuseppe Conte. “Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi, è il momento del coraggio. E ne servirà tanto per cambiare questo Paese. I nostri punti sono chiari: se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile“. Clamoroso a Palazzo Chigi dunque, il governo giallofucsia potrebbe essere incredibilmente già saltato prima di formarsi. Le dichiarazioni del leader pentastellato sono infatti piuttosto emblematiche sul clima affatto disteso che c’è in questo momento tra Cinque Stelle e Pd.

Punti imprescindibili

“Oggi il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte potrebbe dar vita a un Conte bis. Uso il condizionale – afferma Di Maio – perché in qualità di capo politico del M5S sono stato e siamo stati molto chiari: o siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti”. Poi Di Maio rincara la dose: “Non è questo l’approccio del Movimento, non è nei nostri valori guardare a un governo solo per vivacchiare, abbiamo riassunto i nostri principali obiettivi in un documento consegnato al presidente del Consiglio: alcuni di questi li consideriamo imprescindibili, o entrano nel programma di governo o non si parte”.

Il Pd chiede chiarezza

Parole pesanti e che di fatto mettono già in discussione la tenuta di un accordo già di per sé piuttosto claudicante, perché raffazzonato e basato sull’unico collante di far fuori Salvini ed evitare le elezioni. A questo punto però il voto torna ad essere ben più di un miraggio. Non a caso quanto affermato da Di Maio non è affatto piaciuto al Partito Democratico. “Incomprensibile la conferenza stampa di Luigi Di Maio. Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”. Così scrive su Twitter il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Di Maio ha capito che se si allea con il Pd lui non conterà un fico secco,il Partito dei banchieri fara’ politiche contro il popolo e alle prossime elezioni i grillozzi spariscono.Anche per loro è meglio andare al voto che almeno tengono botta forse con un 15-18 % .
    Altrra ipotesi è che Giggino potrebbe tornare con la lega che almeno se lo filava.Che poi faccia il presidente del consiglio la vedo dura sia perchè non è all’ altezza e sia perchè l’offerta di Salvini su quello speriamo sia scaduta.Il problema che avrebbero è che gli è zompato Conte dopo le sue alleanze con le elites bancarie e le parole da grande traditore che ha espresso contro Salvini.Dovrebbero trovare un Presidente del consiglio all’ altezza delle sfide con gli stranieri che si vogliono comperare cio’ nche resta del paese ed affamarci del tutto ma al giorno d’oggi sembra merce introvabile

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