Roma, 11 lug – In questi giorni qualche malumore e qualche frizione all’interno della maggioranza hanno cominciato a emergere. Soprattutto Roberto Fico, terminale dell’anima «sinistra» del M5S, rimane la vera spina nel fianco del governo: immigrazionista convinto, il presidente della Camera non ha infatti perso occasione per avversare la linea dura di Matto Salvini, schierandosi addirittura con Saviano. Oltre a Fico, però, anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha sollevato critiche verso l’operato del Viminale. A tutto questo si aggiunge ora anche lo scontro tra Luigi di Maio e Paolo Savona sull’uscita dell’Italia dall’euro.

In una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, infatti, ieri il ministro degli Affari europei ha illustrato la sua posizione sull’eventualità di un’uscita dell’Italia dall’eurozona: «Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza». Ritorna dunque d’attualità il famigerato «piano B» per l’abbandono della moneta unica: «Una delle mie case, Banca d’Italia, mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock. La mia posizione del “piano B”, che ha alterato la conoscenza e l’interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento». In conclusione, Savona ha annunciato che presto incontrerà il presidente della Bce Mario Draghi e chiederà per lui maggiori poteri: «Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio, ogni azione esterna all’eurozona si riflette sull’euro senza che l’Unione europea abbia gli strumenti per condurre un’azione diretta di contrasto. L’assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell’economia dell’eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall’Europa».

Le parole di Savona hanno però messo in allarme il vicepremier Luigi Di Maio, che è dunque intervenuto sulla vicenda. Nella puntata mattutina di oggi di Omnibus su La7, il leader del M5S ha infatti così commentato le dichiarazioni di Savona sull’uscita dall’euro: «Oggi le posso dire che non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo. Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo. Il governo non vuole uscire dall’euro. Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è la nostra volontà, né metteremo gli altri nelle condizioni di farlo». Come sull’immigrazione, dunque, è evidente che l’esecutivo gialloverde deve ancora trovare un vero accordo anche sulla questione dell’euro. Perché, si sa, in certi casi non c’è contratto di governo che tenga.

Gabriele Costa

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1 commento

  1. Non posso dar torto a DiMaio.
    Si vorrebbe uscire,ma tecnicamente sembra impossibile…
    Prima o poi questo sistema collassera su se stesso.

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