Roma, 19 feb – La Giunta per le Immunità del Senato ha detto no. La richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla vicenda della nave Diciotti è stata così respinta, in attesa che il dossier passi poi all’esame dell’Aula di Palazzo Madama, che dovrà votare entro il 24 marzo per ratificare o contraddire la votazione di oggi. I voti favore della proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri di dire no all’autorizzazione sono risultati 16 a fronte di 6 favorevoli al processo.

Numeri che attestano come la maggioranza abbia votato compatta e abbia ricevuto l’appoggio di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Autonomie. Il sì al processo è arrivato soltanto dai quatro componenti del Pd, da Pietro Grasso (LeU) e dall’ex pentastellato Gregorio De Falco (Misto). Terminate la votazione, i senatori del Pd hanno iniziato a protestare nel cortile del palazzo gridando: “Vergogna e onestà. Giarrusso vergogna”.

Urla rivolte, in particolare, al Cinque Stelle Mario Michele Giarrusso che ha replicato duramente: “Mio padre e mia madre sono regolarmente a casa: altri sono ai domiciliari. E poi sono loro che parlano di onestà”. Dopo il chiaro riferimento ai genitori di Renzi finiti ieri agli arresti domiciliari, Giarrusso ha fatto il gesto delle manette in stile Tangentopoli: “Sono loro che dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto loro e i loro parenti per distruggere l’Italia”, ha dichiarato ai cronisti puntando il dito contro i senatori del Partito Democratico.

Fratture tra i Cinque Stelle

Le polemiche sulla vicenda, con tutta evidenza, sono però destinate a gonfiarsi nei prossimi giorni. E in casa M5S sembra proprio non filare tutto liscio: “Con questo voto il movimento ha perso una parte della sua natura, dal punto di vista elettorale dovrebbe costare caro. Nella mia bolla di percezione il dissenso è ampissimo”, ha dichiarato la senatrice Paola Nugnes, una delle voci maggiormente critiche tra i Cinque Stelle.

Eugenio Palazzini

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