Roma, 8 feb – La lettera scritta a Le Monde dal vicepremier Luigi Di Maio sta facendo scalpore per la gaffe riportata. Il leader pentastellato si è infatti riferito alla Francia come a una nazione con “una tradizione democratica millenaria”. E’ obiettivamente superfluo, ma comunque doveroso, far notare a Di Maio che forse ha confuso la Francia con la Grecia. Oppure ha sbagliato di grosso i calcoli, collocando la rivoluzione francese nella storia antica. Eppure, a legger bene la lettera, a prescindere da questo macroscopico errore, sono ben altre le critiche che andrebbero mosse al vicepremier.

Dopo una serie di sviolinate stucchevoli per ricucire goffamente un rapporto diplomatico, una situazione che Macron sta sfruttando ad arte e che invece il governo italiano sembra pagare in termini di scarso orgoglio e capacità di tenere la linea, Di Maio dapprima si spertica in un elogio quantomeno eccessivo dei “cugini transalpini”:  “Ho sempre guardato alla Francia e al suo sistema di Welfare State come la stella polare dei diritti sociali europei”. Poi attacca le politiche dell’attuale nonché dei precedenti governi francesi, centrando in parte il punto quando analizza le rivendicazioni dei gilet gialli e stronca le “ricette ultra-liberiste dei partiti di destra quanto di quelli di sinistra che hanno precarizzato la vita dei cittadini e ne hanno ridotto fortemente la capacità di acquisto”.

Purtroppo però, Di Maio finisce per fornire un assist imbarazzante allo stesso Macron  attaccando di fatto la Le Pen e il suo Raggruppamento Nazionale. Ovvero i nemici politici del presidente francese, che di fatto si oppongono alle politiche governative di Parigi esattamente come intenderebbe fare il governo italiano. “Credo che il futuro della politica europea non sia più nei partiti di destra e di sinistra, sopratutto diffidando da quei partiti di destra e di sinistra in Europa che dicono di essere ‘nuovi’ ma hanno una tradizione in alcuni casi addirittura famigliare”, scrive Di Maio riferendosi chiaramente anche alla famiglia Le Pen. Peccato appunto che queste infelici sparate finiranno per far gongolare Macron, che si ritrova così a leggere gaffe di cui ridere e a ricevere assist insperati.

Eugenio Palazzini

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