Roma, 27 mag – Iniziano ad arrivare i risultati ufficiali delle elezioni europee. Con oltre la metà delle sezioni scrutinate e quindi a dati ormai acquisiti, la Lega conferma la prima posizione e addirittura incrementa rispetto ad exit poll e proiezioni: oltre il 32%. Scossoni sul podio, dove si conferma la seconda piazza di un redivivo Pd al 25% con il M5S sul gradino più basso, ma quest’ultimo è sotto al 17%. Praticamente ribaltati i risultati delle politiche del 4 marzo 2018, con i pentastellati che di fatto dimezzano i voti.

Con lega, Pd e M5S entrano al Parlamento Ue FI e Fratelli dell’Italia. Anche Berlusconi quasi dimezza i voti, con l’8%, mentre la Meloni cresce superando la soglia del 6. Esclusa del tutto, invece, +Europa di Emma Bonino, ferma al 3,4%.

Sovranisti in Europa

Nonostante il boom della Lega, di Marine le Pen in Francia (sopravanza Macron) e di Brexit che trionfa nel Regno Unito, la presenza dei sovranisti al Parlamento europeo non raccoglie i risultati sperati. La crescita c’è, sia pur “distribuita” fra i tre raggruppamenti che incarnano le posizioni euroscettiche (Enf, Ecr, Efdd) i quali potrebbero diventare la terza o addirittura la seconda forza a Bruxelles con almeno 150/160 seggi. Numeri con i quali l’establishment europeo dovrà fare i conti ma che, allo stesso tempo, rischiano di essere del tutto insufficienti – sarebbero circa il 20% – per mettere i bastoni fra le ruote ai lavori dell’assise comunitaria.

Nicola Mattei

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