Roma, 22 feb – “Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, quello di nessun governo operativo in Italia”. L’assurdità di una legge elettorale scritta per non far vincere nessuno non turba solo i sonni dei nostri commentatori politici, ma anche quelli del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, preoccupato che in Italia non si riesca, dopo il 4 marzo, a formare una maggioranza di governo.

L’ipotesi di un governo tecnico (o larghe intese che dir si voglia) diventa così, giorno dopo giorno, uno scenario non più di fantapolitica ma che intriga anche Bruxelles, con Juncker che indica come cruciali i primi giorni di marzo, una settimana che fra referendum Spd in Germania e elezioni italiane “sarà molto importante nell’Ue”.

I maggiori grattacapi sembrano arrivare dalla nostra tornata elettorale, laddove la mancanza di un esecutivo potrebbe, spiega sempre Juncker, portare a “una forte reazione dei mercati”, meglio dunque, aggiunge, “non essere troppo ottimisti”. Parole in realtà poco chiare: quelle di Juncker sono dubbi o minacce? Che in Italia non si riesca a formare un governo senza ricorrere ad inciuci ad ampio raggio è una certezza già scritta nero su bianco nel momento in cui è stato approvato il Rosatellum. Che l’Ue in tal senso sia invece preoccupata è difficile a credersi: la leva dei “mercati” ricorda fin troppo quel che successe nel 2011, con una vendita allo scoperto di Btp – di fronte alla quale Bruxelles rimase inerme – che portò alla crisi dello spread e al colpo di Stato (con benedizione comunitaria) per sistemare Mario Monti a Palazzo Chigi.

Spread a parte (per ora), nel corso degli ultimi mesi si stanno riproponendo alcune di quelle condizioni. A partire dall’esplosione dei saldi Target-2, una pentola a pressione pronta ad esplodere se non ricorreremo ad altre dosi di austerità. E quale parte politica si assumerebbe la responsabilità di tagli ai salari e allo Stato sociale? Esatto, nessuna. Tranne quella di un tutti insieme, centrodestra e centrosinistra – tutti colpevoli, nessun colpevole – uniti magari sotto l’ala protettrice di Juncker.

Nicola Mattei

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Commenti

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8 Commenti

  1. Un ubriacone bastardi servo della finanza pretende ancora di dettare l’agenda politica italiana attraverso la paura ed il ricatto. Questo pagliaccio avrà una brutta sorpresa il 5 marzo perché, comunque vada, gli italiani non accetteranno altre prepotenze e se la situazione lo richiedesse le piazze e le strade sapranno influenzare il governo.

  2. Il Cialtrone, servo di misteriosi potentati finanziari, si facesse i cazzi suoi e pensasse al suo buco di culo di paese, paradiso fiscale.

  3. Questo essere immondo che ha la faccia al posto del deretano , o viceversa , come preferite , rappresenta il peggio che potesse capitare all’europa e all’Italia poiché è un “drogato” mentale , minorato e idiota……filo piddino e filo comunista gli africani li porti in lussemburgo.

  4. Questo ubriacone quando era Presidente nel Lussemburgo favoriva le multinazionali che per evadare il fisco si posizionavano la sede nel suo paese per pagare 2 lire.E dopo aver svuotato gli altri stati , viene a parlare di morale e di cosa devono fare gli altri popoli.
    La commissione di cui è il degno presidente è l’unica che puo’ fare le leggi in europa ma è eletta con strani meccanismi e non dal parlamento europeo.E’ in realtà una oligarchia di nominati dalle elites globaliste.Ovviamente cio’ viene nascosto dai pennivendoli delle elites

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