Roma, 23 feb – Nell’epoca dell’egemonia dei mercati apolidi e della sovranità limitata dei popoli, puntuale come un raffreddore arriva il giudizio delle agenzie di rating. Società private che, come emerso da diverse inchieste, spesso sembrano più interessate a destabilizzare governi e favorire speculazioni finanziarie, che emettere un giudizio imparziale sui conti pubblici (non richiesto da nessuno, tra l’altro). Questa volta è il turno di Fitch, che conferma la tripla BBB dell’Italia (sostanzialmente un giudizio medio basso un paio di gradini sopra la totale inaffidabilità), facendo così tirare un sospiro di sollievo agli amici del Sole 24 Ore (“Fitch salva l’Italia”, si legge sul quotidiano di Confindustria).

Insomma siamo ancora dei debitori affidabili, come detto mancano due gradini prima di finire in “serie B”. I fan dei mercati e i detrattori del governo tendono però a sottolineare “l’outlook negativo” indicato da Fitch, ovvero la tendenza al peggioramento e la scarsa fiducia nelle prospettive future. I punti deboli indicati dai “mercati” sono sempre gli stessi: alto debito pubblico, mancanza di riforme per abbassamento del deficit (leggi austerità), crescita inesistente. Anche i punti di forza dell’economia italiana sono sempre gli stessi: scarso indebitamento delle famiglie e una certa solidità industriale. 

Per Fitch dopo le Europee si torna al voto

Oltre alle stime al ribasso sulla crescita c’è poi il forte rischio di elezioni anticipate indicato da Fitch. Per l’agenzia di rating “le tensioni nella coalizione di governo e la possibilità di elezioni anticipate aggiungono incertezza sulle politiche economiche e di bilancio. Le differenze ideologiche tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega probabilmente aumenteranno queste tensioni. Non ci aspettiamo che il governo italiano duri l’intero mandato e vediamo un aumento delle probabilità di elezioni anticipate dalle seconda metà di quest’anno”. Insomma per Fitch dopo le europee si torna al voto. E l’instabilità (e anche quella pratica ormai superata delle elezioni) non piace ai “mercati”. E nemmeno agli speculatori, ammesso che ci sia differenza.

La risposta del governo

Il governo accoglie positivamente la valutazione di Fitch. La nota ufficiale di Palazzo Chigi spiega che “le valutazioni di Fitch confermano la solidità economica del nostro Paese e, come era prevedibile, risentono del rallentamento economico transitorio che sta investendo tutto il continente europeo. Andiamo avanti con la strada tracciata nella manovra per assicurare sviluppo ed equità sociale all’Italia, prestando attenzione ai rischi provenienti dal contesto internazionale”.

Toni leggermente diversi quelli di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle che ricordano “le inchieste che hanno coinvolto proprio Fitch”, parlando di “agenzie di rating che aspettano solo la caduta del governo“. Sferzante anche il commento di Matteo Salvini: “Commento la vita reale, e la vita reale sono i 65 mila italiani che in tre settimane hanno firmato per quota 100; le previsioni e la fantascienza mi interessano poco”. Giusto fare appello alla vita reale e rifiutare la dittatura dei mercati. Anche se sulla concreta possibilità di elezioni anticipate Fitch per una volta ne dice (forse) una giusta.

Davide Di Stefano

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  1. C’è una frase in latino il cui contenuto, tradotto, suona più o meno così: chi controlla i controllori? Mi sembra di ricordare che una delle agenzie che distribuiva pareri di rating, o sentenze se vogliamo, sia miseramente fallita nel 2008, a seguito dei fatti che causarono la crisi mondiale dei mutui, con ripercussioni su tutto e tutti. Un bel tacer non fu mai scritto…

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