Roma, 25 mag – Il governo giallo-verde sta per vedere la luce. A quanto pare, entro stasera il premier incaricato Giuseppe Conte, il leader della Lega Matteo Salvini e quello del M5S Luigi Di Maio dovrebbero trovare la quadra sui nomi, e – secondo alcune fonti M5S – domani, verso ora di pranzo, il presidente del Consiglio e i suoi ministri dovrebbero giurare al Quirinale. Altre fonti però dicono che la lista dei ministri potrebbe essere consegnata non prima di domenica. Pertanto il governo giurerebbe lunedì.
Ora Conte è a un vertice con Di Maio e Salvini. Iniziato subito dopo l’incontro – durato oltre 90 minuti – in via Nazionale, a Roma, con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco “in cui si è discusso dello stato dell’economia italiana”. Il professore non esclude di poter tornare oggi a riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Al Colle oggi? Vedremo…“.
L’accelerazione nell’iter di formazione del governo è confermata dalla notizia che il capo dello Stato ha cancellato l’appuntamento previsto per questo pomeriggio a Villa Borghese.

Dalle fila dei 5 Stelle assicurano che la squadra di governo è pronta. Il ministero delle Infrastrutture andrebbe alla Lega; il Mise e lo Sviluppo economico, attribuiti ai 5 Stelle, verrebbero accorpati come chiesto da Luigi Di Maio e sulla delega per le telecomunicazioni e le frequenze tv si starebbe ancora trattando. Ancora da definire il ruolo di Giancarlo Giorgetti: il “vice” di Salvini attualmente resta designato sottosegretario unico alla presidenza del Consiglio, ma non è escluso che qualora dovesse cadere il nome di Paolo Savona al Mef, lui possa tornare in campo proprio per il Tesoro. Circola con insistenza l’ipotesi di Vincenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio, ai Beni culturali.
Tra le ultime novità il possibile ingresso di Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega, agli Affari regionali, mentre Gian Marco Centinaio andrebbe all’Agricoltura, accorpando anche il Turismo. Nicola Molteni, dato in pole per l’Agricoltura, farebbe il capogruppo della Lega alla Camera, al posto di Giorgetti. Alfonso Bonafede, a quanto pare, resterebbe il più quotato per l’incarico di Guardasigilli, mentre Enzo Moavero Milanesi potrebbe diventare il nuovo ministro degli Esteri. In queste ore si starebbero decidendo le sorti della Salute, mentre i il ministero dei Rapporti con il Parlamento spetterà ai grillini: tra i papabili Riccardo Fraccaro, fedelissimo del capo politico dei pentastellati.
Unico nodo sul tavolo, il ministero dell’Economia, con la Lega che, a detta dei 5 Stelle, non vuole cedere sul nome di Paolo Savona. Ma Di Maio non può tirare troppo la corda sull’economista anti-euro: “Loro hanno accettato il nome di Conte – spiegano i pentastellati – noi non possiamo pretendere che facciano un passo indietro su Savona. Al limite è il Quirinale che può forzare la mano, noi staremo al nostro posto”.
In effetti, la trappola potrebbe essere proprio questa. Ma, attenzione, la trappola non sarebbe soltanto per Salvini. Perché se davvero Mattarella dicesse no a Savona ministro chiedendo a Conte di assumere l’interim al Tesoro come conditio sine qua non per far partire il governo, il leader della Lega, in virtù di questo rifiuto, potrebbe rompere l’alleanza con Di Maio e far tornare tutti al voto. Mossa che – sondaggi alla mano – lo premierebbe rispetto ai grillini.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Mattarella non sceglie i Ministri. Li nomina SU INDICAZIONE di Conte secondo Costituzione (la tanto odiata Costituzione dalla JP Morgan). Li sceglie CONTE.
    Matta Matta non può mettere veti può solo criticare ma non può non nominarli.

    Ha già tradito la Costituzione dettando il discorso a Conte.
    O la fa finita o (SE giudicato colpevole ci mancherebbe) dovrà pagarne le conseguenze secondo la Legge.

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