Roma, 6 apr – “Votare adesso sarebbe scellerato, credo che in qualche modo si dovrà fare un governo che magari duri un anno, due per sterilizzare anche le clausole di salvaguardia. Un governo politico che duri 5 anni non mi sembra facile”. Così Giovanni Toti, governatore forzista della Liguria, consigliere politico di Silvio Berlusconi ma anche vicino a Matteo Salvini e alla Lega, aggiusta il tiro pur di scongiurare un ritorno alle urne (i sondaggi di oggi danno in ulteriore crescita Lega e 5 Stelle e in ulteriore calo FI).

Intervistato a Circo Massimo su Radio Capital, Toti, dice che “è possibile trovare un programma minimo di governo tra centrodestra e M5S con la buona volontà. Il dialogo sugli incarichi istituzionali è stata una prova che induce un po’ di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare”.

Circa i veti incrociati Berlusconi-Di Maio, il governatore ligure è chiaro: “Nel dire non voglio un governo fatto di invidia sociale, odio e pauperismo, il presidente Berlusconi ha messo un punto sul programma, credo che nessuno nel centrodestra possa dissentire. Il centrodestra ha preso più voti e i 5 stelle se vogliono partecipare allo sforzo dovranno in qualche modo adeguarsi. Le parole di Berlusconi erano certamente un riferimento al M5S, ma non in senso di non voler collaborare dal punto di vista numerico o programmatico, ma segnare il punto: si parte dall’incarico a Salvini se Mattarella vorrà darglielo“.

Immediata la replica del M5S per bocca di Danilo Toninelli, capogruppo al Senato: “Gli interlocutori sono la Lega e il Partito democratico e ci interessano i contenuti. Forza Italia è Berlusconi. Penso che (in Forza Italia, ndr) potrebbero fare un grande sforzo di responsabilità e permettere a Salvini di fare un governo di cambiamento, insieme al Movimento Cinque Stelle”. Così Toninelli, intervenendo ad Agorà su RaiTre taglia corto sulla possibilità di trovare un programma minimo di governo tra centrodestra e M5S.

Poi il senatore pentastellato risponde anche al Partito democratico: “Con il segretario reggente del Pd, Martina, noi abbiamo dialogato nella costituzione dei presidenti di Camera e Senato e degli uffici di presidenza. A lui chiediamo un atto di responsabilità. Perché è un’opportunità che gli stiamo dando. Il Pd ha la responsabilità del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni e di aver approvato una legge elettorale che ha portato a questo stato di caos“.

Parole che pesano, e che arrivano dopo quelle altrettanto gravi di Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, che aveva accusato i 5 Stelle di non saper minimamente trattare: “Quando Di Maio dice: “O voi o la Lega!”, sta dicendo che non ha un’idea di paese. Cosa serve davvero all’Italia? Non c’è un problema personale. Di Maio fa la stessa offerta a noi e alla Lega. E a voi sembra che noi e la Lega abbiamo la stessa idea di paese? Di Maio ha ricevuto un mandato dagli elettori che non era il mandato a governare con noi. Il M5S ci ha criticato per tutti questi anni. Noi vogliamo essere seri. Loro hanno idee diverse da noi. È una questione di serietà. Non vogliamo prescindere dal merito per arrivare al potere ad ogni costo”. Così l’ex ministro parlando ai microfoni di Radio anch’io (Rai Radio1).

Lo stallo rimane tale e quale, quindi. Intanto il governo Gentiloni non se la sente di discutere il Documento di economia e finanza né tanto meno ha intenzione di approvarlo. La gatta da pelare passa al nuovo esecutivo, tanto alla Ue si può chiedere un rinvio della presentazione del Def.

Adolfo Spezzaferro

Commenti

commenti

1 commento

  1. […] Diversa invece la linea di Toti, notoriamente vicino a Salvini stesso, che ritiene ci possa essere un accordo minimo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle su un programma base condiviso. Viene da pensare che l’uscita di Toti abbia uno scopo più personale che politico. Infatti negli ultimi giorni si parla della possibilità di nominare un coordinatore di Forza Italia che assuma la guida del partito, pur sotto la garanzia di Berlusconi, in modo da attrarre i grillini con una nuova immagina a capo del partito. E forse Toti ambisce proprio a questo ruolo per trasformare la linea politica di Forza Italia. Chi sa se funzionerà. Fatto sta che da un mese gli italiani aspettano un governo, e ora tocca ai vincitori risolvere questo rebus che appare irrisolvibile. […]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here