Roma, 1 mar – L’inciucio è pronto. Mancava l’ultimo posto a tavola, ma ora il quadro è chiaro, il tassello alla grande coalizione lo fornirà Pietro Grasso. La sinistra “dissidente” di Liberi e Uguali mostra quindi il suo vero volto, addirittura prima delle elezioni. Ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, il leader di LeU scandisce senza possibilità di fraintendimenti, rispondendo alla domanda se il suo partito sia disponibile ad un governo di scopo con Renzi e Berlusconi: “Noi siamo una forza di sinistra responsabile di governo, se ci dovesse essere questo scopo e il presidente Mattarella ce lo chiedesse, noi saremmo disponibili”. Stesso discorso anche per quanto riguarda un esecutivo simile con il Movimento 5 Stelle. “Ma solo per cambiare la legge elettorale e tornare il più rapidamente possibile ad elezioni” ha precisato. Certo, tecnicamente il “governo di scopo” non è un “governo delle larghe intese”.

Ma attenzione, perché già quando si insediò Gentiloni, che sembrava destinato a governare per poche settimane, si chiarì subito che “non esistono governi con la data di scadenza”. Mattarella, poi, si è già dimostrato allergico alle elezioni anticipate. Di conseguenza, una volta trovata la quadra per un esecutivo inciucista, la sua subitanea scomparsa non è affatto scontata. Non solo: Grasso ha ancora una volta ribadito di voler superare già subito dopo il voto la sigla LeU, per puntare a un partito che federi tutta la sinistra, con aperture al centro, praticamente il Pd senza Renzi. “Dal 5 marzo – ha detto Grasso – faremo il nuovo partito della sinistra da rifondare per arrivare eventualmente ad un allargamento al centro. Leu nasce dall’unione di Si, Mdp e Possibile ma abbiamo un progetto comune che non è finalizzato alle elezioni ma è molto più ambizioso”.

La parte sul “governo di scopo”, tuttavia, non è andata giù al segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, capolista di LeU: “La legge elettorale è materia di discussione parlamentare. Se dopo il voto ci sarà la necessità di formularne un’altra, saremo disponibili a discuterne, come è ovvio, in Parlamento con tutti. Senza alcun bisogno di partecipare a governi. Tantomeno di larghe intese”, ha precisato. Anche Laura Boldrini ha smentito il suo leader: “No alle larghe intese. Se serve una nuova legge elettorale ne discuteremo in #Parlamento ma non partecipando a governi di scopo. Le persone che ci sostengono vogliono applicato il nostro programma non quello degli altri”, ha dichiarato.

Roberto Derta

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