Roma, 11 gen – La Chiesa attacca nuovamente Matteo Salvini, e lo fa dalle pagine del sito di Famiglia Cristiana, stavolta non attraverso le prediche di qualche prelato ma per interposta persona. Due giorni fa infatti il settimanale cattolico ha pubblicato una lettera scritta da un’immigrata economica proveniente dalla Nigeria, che ha lanciato un duro attacco alle dichiarazioni del ministro dell’Interno e alle politiche sull’immigrazione.

“Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”, scrive la donna, precisando di non essere “una vittima del terrorismo di Boko Haram”. “Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa”. La donna racconta di essere originaria Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger e aggiunge “una delle capitali petrolifere del mondo“.

“Lo conosce il Delta del Niger? Non credo. Eppure – aggiunge – ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì”. Descrive una zona della Nigeria che “dovrebbe essere ricchissima” e invece “quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende”.

La donna non rivolge mezza parola di accusa al suo popolo, che ha votato dei politici corrotti e incompetenti, i quali, in combutta con le multinazionali del petrolio, hanno semi-regalato le loro risorse a chiunque volesse impossessarsene e sfruttarle. Preferisce invece  appesantire ulteriormente i toni: “Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza”. Rincara poi le accuse: “Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. E quello che portavate via era la nostra vita”, scrive.

Cristina Gauri 

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5 Commenti

  1. I pseudo profughi e quello che si definisce lei migrante economica ) cara signora sono clandestini se non entrano in un paese sovrano ( anche se può non piacerle)con i documenti. Io mi sento superiore a lei per il semplice fatto che questo è il mio paese paese che mio nonno e poi mio padre nel 1942 a 21 anni hanno difeso. Non voglio offenderla ma la maggior parte delle sue compaesane sono in strada ,i ragazzi senza palle a chiedere L Elemosina con capellino e cellulare!!!!I veri uomini difendono il proprio paese! Signora lei a me non deve insegnare niente,per questo mi sento superiore.Anna Mura

  2. “La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele”

    Basterebbe leggere questa prima riga per capire che questa lettera è stata scritta da un giornalista italiano e spacciata invece come scritta da una “profuga”; è assolutamente IMPOSSIBILE che uno straniero/a dopo solo pochi anni (visto che si accenna ai famosi “lager libici”) possa scrivere in un italiano così pregevole per sintassi,punteggiatura e vocaboli scelti (come “fiele” ad esempio).

    Sarà bene quindi a spiegare a tal giornalista italiano che l’Italia “ruba” pochissimo petrolio dalla Nigeria così come dai restanti Paesi dell’Africa Sub-Sahariana,visto che una gran parte viene importato dai Paesi ex Sovietici come Russia e Azerbaijan, come da tabella qui allegata:

    ” I primi dieci paesi fornitori dell’Italia di petrolio greggio – che rappresentano l’85,2% dell’import totale – sono Azerbaijan con il 18,6%, Russia con l’11,9%, Iraq con l’11,5%, Repubblica islamica dell’Iran con l’11,0%, Arabia Saudita con il 9,6%, Libia con il 7,8%, Kuwait con il 5,8%, Kazakhstan con il 4,3%, NIGERIA con il 2,6% e Stati Uniti con il 2,2%.”

    Ora a meno di non pensare davvero che la Russia di Putin il petrolio ce lo regali assieme a delle casse di Vodka,non si capisce allora come mai venga privilegiata questa importazione ex URSS rispetto a dove il petrolio ce lo dovremmo portare via gratis.

    Tutto il resto è solo un argomentare che può essere probabilmente apprezzato solo da qualche zitellona complessata o da qualche “ggiovane” da Centro Sociale Okkupato.

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