Bruxelles, 20 feb – Fabrice Leggeri, il direttore esecutivo dell’agenzia Ue Frontex  (Agenzia europea di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen)  risponde alle domande di chi vuole sapere se la decisione di “chiudere i porti” del vicepremier Matteo Salvini abbia, effettivamente, dato dei frutti oppure sia stata una tattica fallace.

“Nel 2018 la rotta del Mediterraneo centrale ha visto il numero più basso di migranti arrivati dal 2012. Il numero di partenze dalla Libia è diminuito dell’87% rispetto al 2017, e quelle dall’Algeria sono calate di circa la metà. Le partenze dalla Tunisia sono rimaste più o meno immutate. Su questa rotta, in totale, sono arrivati 23.300 migranti. Gli ingressi per l’intera Ue, per il 2018, sono stati 150.114″.

Mentre, invece, la direttiva sulla Spagna sarebbe la più trafficata: “Sulla rotta del Mediterraneo orientale, il numero di arrivi in Spagna, nel 2018 si è raddoppiato per il secondo anno consecutivo, salendo a 57 mila. La rotta diventa così la più attiva verso l’Europa per la prima volta da quando Frontex ha iniziato a raccogliere dati. Il Marocco è diventato il principale Paese di partenza”.
Il francese Leggeri ha sottolineato, quindi, come la “buona collaborazione” in fatto  di rimpatri abbia influito su questi dati. Secondo i dati di Frontex, infatti, il nostro Paese avrebbe “usufruito di 73 voli” dei 345 organizzati dall’agenzia.

Ma c’è una “minaccia” possibile che si deve tenere sotto controllo, ovvero quella del ritorno dei cosiddetti foreign fighter. Commenta così l’eventualità Leggeri: “Dobbiamo monitorare attentamente la situazione sia dalla prospettiva delle ondate di migranti, che da quella della sicurezza, per essere sicuri che alle nostre frontiere esterne si possano intercettare” eventuali arrivi “di foreign fighter“.

Ilaria Paoletti

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