Roma, 10 ago – Il malfunzionamento del turnover nel sistema sanitario italiano e la perenne emorragia di medici arriva anche sulle pagine delle pubblicazioni inglesi. Il The Lancet, pubblicazione britannica a vocazione scientifica, ha pubblicato un articolo di un medico italiano, Luca La Colla, che mette sotto accusa la gestione della sanità nel Belpaese: “L’Italia non è un Paese attraente in cui lavorare. Le condizioni sono inadeguate, c’è una scarsa stabilità e crescita, con poche prospettive di fare carriera e gli stipendi sono bassi“.

“Troppa politica nei concorsi”

Ma non solo, La Colla se la prende anche con gli ambigui intrecci tra politici e vertici sanitari: “Rapporti tra politica e sistema sanitario, i falsi comitati di assunzione (i famosi concorsi truccati) finiscono regolarmente sui titoli dei giornali. Molti medici italiani ora all’estero sarebbero disposti a tornare a lavorare nel nostro Paese se le circostanze cambiassero».  Il titolo dell’articolo scritto da La Colla è Health worker gap in Italy, the untold truth. La Colla fa parte del dipartimento di Anestesiologia della Duke University negli Stati Uniti ma si è laureato e ha fatto tirocinio in Italia. La Colla risponde ad un altro articolo, sempre pubblicato sul The Lancet, e scritto da un’altra italiana Marta Paterlini. L’articolo trattava delle condizioni che hanno costretto alcune regioni italiane a richiamare in servizi medici già andati in pensioni. La Colla scrive: «Non penso, e certamente non spero, che i politici, i sindacati e i media nascondano intenzionalmente il problema, ma penso vi sia una comprensione inadeguata dei problemi reali. Il resto del mondo si sta muovendo rapidamente mentre l’Italia sta raggiungendo un punto di non ritorno».

“Perché importiamo medici a basso costo?”


Sempre secondo La Colla, il numero esiguo di medici specialisti in Italia è dovuta al fatto che il nostro sistema sanitario “è poco attraente per i camici bianchi stranieri. Nessun dottore vuole trasferirsi dalla Francia, dalla Germania, dal Regno Unito o dagli Usa, in Italia. E si chiede: “Perché dobbiamo importare specialisti da Paesi che hanno un reddito inferiore al nostro o condizioni di lavoro peggiori?”. Secondo La Colla, bisogna «lavorare per migliorare il Sistema Sanitario Nazionale e renderlo più attrattivo, perché i benefici sarebbero enormi per la comunità medica e per i pazienti”.

Ilaria Paoletti

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