Roma, 26 nov – “Volt sta fondando sezioni in diversi Paesi europei per partecipare alle elezioni locali, nazionali ed europee con gli stessi valori, linee guida e obiettivi. Il nostro primo traguardo è quello di presentare alle Elezioni Europee del 2019 i nostri candidati in almeno 7 Stati membri”. Così i ragazzi della cosiddetta Generazione Erasmus raccontano la loro nuova avventura politica. La mente, dietro al movimento politico che si definisce “progressista, paneuropeo e sognatore” è l’italiano con perfetto curriculum europeista, Andrea Venzon.

Il fondatore spiega che il progetto della piattaforma politica è nato come conseguenza alla Brexit e come reazione alle “tendenze reazionarie e populiste che stanno minacciando i valori in cui i nostri membri credono, e che le fazioni politiche tradizionali non riescono più a fornire risposte concrete alle sfide del presente”. Per Volt, i problemi attuali dei Paesi dell’Unione Europea hanno radici che travalicano i confini nazionali, dall’immigrazione, passando al lavoro e alla difesa, fino al commercio. Per questo motivo, occorre una soluzione europea che superi le politiche strettamente nazionali.

In poche parole, i cosiddetti “Stati Uniti d’Europa”, che limitino la sovranità dei singoli Paesi. Ovvero il sogno del Partito Democratico e del sorosiano Più Europa, che tifano per l’innalzamento dello spread e per le sanzioni della Commissione Europea. Andrea Venzon, infatti, dice di condividere “lo spirito e la visione” del partito di Emma Bonino.

Questo è ben sintetizzato al punto 6 delle “sfide” che Volt vuole condurre: “Riforma dell’Unione Europea: ultima sfida che sarà uguale attraverso tutto il continente e non adattata ai programmi nazionali: rendere il Parlamento un organo rappresentativo completo e renderlo più efficiente”.

Venzon, a EastWest quotidiano che annovera nel neutralissimo “comitato scientifico” Romano Prodi, Giuliano Amato, Emma Bonino, e Piero Fassino, ha affermato che “adesso siamo completamente crowdfunded: piccole donazioni, da parte di amici e famiglia. Abbiamo cominciato a lavorare con delle fondazioni. Dobbiamo cominciare anche a fare fundraising a scala più ampia, con grandi donatori”. Il fondatore di Volt ha usato non a caso l’avverbio di tempo “adesso”.

Infatti, sul sito internet in inglese del movimento nella sezione “transparency, troviamo i donatori. Tra questi, come era logico presupporre, spunta Open Society Initiative for Europe di George Soros. La donazione dello speculatore ungherese, sebbene non eclatante a livello di importo (19.191 euro), è servita a formare quindici membri di Volt riguardo all’organizzazione della community europea. Ovvero, lo strumento usati dal movimento per fare proseliti in rete.

Abbiamo già più volte sottolineato come George Soros abbia cercato di influenzare le elezioni politiche negli ultimi anni, partendo dalla Brexit, passando per quelle americane, e arrivando a quelle italiane.

Sappiamo, inoltre, che l’Unione Europea è stata fortemente voluta e sostenuta dal filantropo.

Infatti, il “Progetto Costituente Europa” è stato organizzato, nel febbraio 1997, dalla Open Society Foundations. Il comunicato stampa pubblicato all’epoca, affermava che il vertice, al quale partecipò anche la Bonino, fu predisposto “per decidere il lancio di una campagna continentale che dovrebbe portare alla formazione di un’assemblea costituente e quindi alla stesura della Carta Costituzionale Europea. Una specie di Bicamerale continentale insomma” (Soros federalista europeo: il contenuto non è più disponibile dal primo articolo che pubblicai sulla vicenda).

Ora Soros, deluso dai partiti dell’establishment che hanno fallito un po’ ovunque, punta sulle nuove generazioni, e quale meglio della Generazione Erasmus, già ben indottrinata in merito alla favoletta europeista. Generazione della quale suo figlio ed erede prossimo designato, Alexander, è un degno rappresentante.

Francesca Totolo

5 Commenti

  1. […] L’articolo La generazione Erasmus di Volt punta alle Europee. E si fa sponsorizzare da Sorosproviene da Il Primato Nazionale. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); // Sharrre jQuery(document).ready(function(){ jQuery('#twitter-footer').sharrre({ share: { twitter: true }, template: 'Share on Twitter', enableHover: false, enableTracking: true, buttons: { twitter: {via: ''}}, click: function(api, options){ api.simulateClick(); api.openPopup('twitter'); } }); jQuery('#facebook-footer').sharrre({ share: { facebook: true }, template: 'Share on Facebook{total}', enableHover: false, enableTracking: true, buttons:{layout: 'box_count'}, click: function(api, options){ api.simulateClick(); api.openPopup('facebook'); } }); }); […]

  2. Bastardi razzisti anti-italiani e comunistoidi ,senza patria e senza onore, parassiti arricchiti e senza dignità………. nullafacenti pagati dai sorosiani e dalle istituzioni deviate, servi dei burocrati europei e traditori indegni…….. vadano in Africa a rompere i coglioni ai loro amati negroidi…….si diano alla beneficienza. Ignobili.

  3. […] Il dossier sottolinea anche che in Paesi come la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti, non è prevista la possibilità da parte di stranieri di finanziare i partiti politici. Abbiamo spesso documentato come alcuni partiti italiani chiaramente sostenitori dell’immigrazione di massa, come i Radicali, abbiano beneficiato di donazioni da fondazioni straniere (Open Society Foundations), peraltro proprio nel 2017, l’anno precedente alle elezioni politiche in Italia. L’ultimo, in ordine temporale, è il movimento dei giovani della cosiddetta “Generazione Erasmus”, Volt, che si presenterà alle prossime elezioni europee agevolato da una donazione di George Soros. […]

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