Roma, 25 giu – Non poteva non arrivare anche l’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani (che, però, stanno pian piano finendo, dunque ci si chiede con che diritto esistano ancora): è loro l’affondo contro Casa Pound e Forza Nuova di cui chiedono lo scioglimento – a mezzo denuncia.

“Sequestro della sede di Casa Pound”

Secondo l’Anpi “numerosi atti di intimidazione, violenza e apologia di fascismo” vengono commessi da Casa Pound “ripetutamente negli ultimi tempi” e dunque hanno approntato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma. Nella denuncia, l’Anpi chiede inoltre di procedere al “sequestro della sede di CasaPound, a Roma, occupata abusivamente”. Come ben sappiamo, questo è diventato ormai il mantra degli antifascisti, da Michela Murgia alla Boldrini – passando, ovviamente per i grillini Di Maio e Virginia Raggi, antifascisti per opportunità politica davanti al calo dei consensi.

Emilio Ricci, legale e vicepresidente nazionale dell’Anpi, dichiara: “La nostra Associazione ha ritenuto urgente avviare un’operazione penale perché non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia di apologia di fascismo, la Scelba e la Mancino. Auspichiamo che si arrivi il prima possibile a sentenze che consentano alle autorità competenti di sciogliere finalmente CasaPound, Forza Nuova e le altre organizzazioni affini”. Insomma, i nuovi partigiani scendono in piazza dalle loro “montagne” digitali solo quando si tratta di commemorare, quando si deve contrastare il nemico corre in questura e grida alla legge Scelba. 

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Chi andrebbe sciolto è l’ANPI, dato che non è rimasto vivo quasi nessuno che ha fatto il partigiano.In aggiunta, considerando le decine di migliaia di stupri,rapine ed omicidi anche di minori avvenuti dopo la liberazione del 25 Aprile 1945 da parte di tanti partigiani comunisti delinquenti, tale associazione andrebbe vietata per la numerosità dei reati commessi da molti dei suoi aderenti del passato.

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