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Roma, 23 gen – Ennesimo “regalo” di Virginia Raggi. In occasione della giornata che commemora le atrocità delle Foibe (il 10 febbraio), a Roma saranno i partigiani a impartire lezioni di “storia”. Evidentemente non bastava il boicottaggio della via intitolata ad Almirante, l’aver negato i locali  all’associazione che ricorda i fratelli Mattei di Primavalle e molto altro: la Raggi ha deciso di metterci “il carico da undici”. E con un tempismo a dir poco meschino. Insorge l’associazione dei Giuliano-dalmati di Roma, che dichiara: “Il Comune di Roma ha dato il permesso all’Anpi di divulgare presso le scuole di secondo grado l’iniziativa ‘Italia e Jugoslavia nella seconda guerra mondiale”.

Così scrive il presidente della Onlus “Giuliano Dalmata nel cuore” Oliviero Zoia. “In questo modo si sposta di 180 gradi quello che è realmente accaduto in quelle terre martoriate nel dopoguerra alla popolazione civile tra foibe e conseguente esodo di 350.000 italiani, dimenticando completamente la collaborazione (documentata) tra partigiani della Brigata Garibaldi e partigiani titini”, conclude.

Anche Virginia Raggi si cimenta nella funambolica, quanto vile, rivisitazione della storia. Del resto il confine che separa l’antifascismo dalla “damnatio memoriae” è subdolamente sottile.

Chiara Soldani

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5 Commenti

  1. E voi per il 27 Gennaio che iniziative proponete? No perché i morti ricordateli tutti, anche quelli vostri che sia per numero che per crudeltà superano di gran lunga le foibe (con il dovuto rispetto per le vittime) gli ITALIANI ebrei morti quando li ricordate voi?

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