Milano, 21 dic – Mimmo Lucano cittadino onorario di Milano. Via libera in consiglio comunale alla mozione presentata dalla sinistra. Il sindaco di Riace, indagato per una serie di reati perpetuati ai danni della collettività nella gestione del suo tanto celebrato modello di accoglienza degli immigrati.
La mozione era stata presentata da Basilio Rizzo di Milano in Comune (sinistra) e sottoscritta anche dal Partito Democratico, è stata approvata con i soli voti favorevoli della maggioranza e ha invitato il sindaco Giuseppe Sala e la giunta comunale a disporre gli atti necessari alla concessione della cittadinanza onoraria a Domenico Lucano.
Così è motivata la richiesta di cittadinanza onoraria per il sindaco sotto inchiesta: Lucano avrebbe “dimostrato come le migrazioni se gestite nel modo corretto possano essere una risorsa per il rilancio e la rinascita delle comunità locali”. Nel testo si propone di “stipulare un patto di collaborazione con Riace“, il cui modello deve seguire anche Milano. “La mozione infatti punta a “riaffermare la scelta di proseguire e ampliare anche nella nostra città l’impegno politico e amministrativo d’integrazione, in linea con gli obiettivi statutari della città di Milano all’insegna della sua tradizione di accoglienza e solidarietà”.
Dura la reazione della Lega, con il capogruppo Alessandro Morelli che ha detto: “Il modello Riace gli italiani non lo vogliono. E ve lo hanno detto con i voti“. Critiche anche da Forza Italia: “Noi siamo per l’innocenza fino a prova contraria, ma qui invadiamo il campo della magistratura. L’amministrazione è sempre alla ricerca di personaggi simbolici da mettere nel Pantheon della sinistra”, ha detto il capogruppo Fabrizio De Pasquale.
Insomma, in perfetto stile giunta Raggi – che a Roma preferisce cambiare i nomi delle vie in nome dell’antifascismo invece che, per esempio, chiudere le buche – anche al Comune di Milano le priorità sono ben chiare. Portare avanti immigrazionismo, accoglienza e integrazione incondizionate e ideologia “no borders”.
Alla faccia dei cittadini.
Adolfo Spezzaferro

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