Locri, 11 apr – Amelia Monteleone, Giudice per l’udienza preliminare di Locri, ha emesso il verdetto dopo una camera di consiglio durata cinque ore: rinvio a giudizio per Mimmo Lucano, sindaco simbolo dell'”accoglienza” di Riace. Le accuse? Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di abuso d’ufficio.

Prima udienza l’11 giugno

La prima udienza aprirà il dibattimento l’11 giugno. Insieme a Lucano verranno processati altri 26 indagati, tutti coloro ciò che sono stati coinvolti nell’inchiesta Xenia (imperniata sulla gestione dei migranti nel piccolo comune gestito da Lucano).
Gli avvocati del simbolo “paladino” delle braccia aperte agli immigrati e uomo-simbolo della riscossa di una sinistra ormai a pezzi, Antonio Mazzone e Andrea Daqua, avevano fatto richiesta di non luogo a procedere . La stessa richiesta avanzata dai legali della compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun.

Divieto di dimora a Riace

Lucano è attualmente sottoposto al divieto di dimora dal 16 ottobre. Lo scorso 26 febbraio, la Cassazione annullò la misura cautelare, sottolineando l’assenza di comportamenti “fraudolenti” “materialmente posti in essere” dal sindaco di per assegnare servizi (come ad esempio la raccolta di rifiuti). Secondo il collegio della Cassazione gli atti sarebbero stati emessi  con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”. Per quanto riguarda, invece il al tentativo di Mimmo Lucano  di favorire in maniera “forzosa” la residenza a Riace della compagna per la Cassazione vi sono elementi di “gravità indiziaria” ma bisognerebbe comunque tenere conto della “relazione affettiva” tra i due.

Ilaria Paoletti

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