Roma, 10 lug – Il comune di Roma ha tirato fuori una perla per “offrire un messaggio forte e chiaro di inclusione”: un albo delle famiglie disposte ad accogliere rifugiati. La giunta pentastellata, guidata da Virginia Raggi, si dimostra particolarmente sensibile a questo tema. Ecco allora che il Campidoglio ha pubblicato un bando per promuovere accoglienza e integrazione a Roma. Stando al progetto, più o meno 50 immigrati titolari di protezione internazionale, potrebbero beneficiare di questa iniziativa pensata ad hoc proprio per loro.

L’obiettivo dichiarato è quello di accompagnarli alla piena indipendenza una volta usciti dalle strutture di accoglienza capitoline. Il comune di Roma non è però solo, ma partner del progetto che sarà attivo fino al 2021. Sono coinvolti nell’iniziativa anche i comuni di Bari, Macerata, Palermo e Ravenna, oltre all’Università di Tor Vergata e alla onlus Refugees Welcome Italia. Quest’ultima, a partire dal nome, rende bene l’idea sul tipo di iniziativa messa in piedi e soprattutto sulle motivazioni che la animano. Non a caso le famiglie interessate potranno contattare proprio la onlus in questione per rendersi disponibili a questa sperimentazione della durata di sei mesi. In questo periodo Refugees Welcome le affiancherà nella gestione dei rapporti con gli ospiti.

“Un messaggio forte e chiaro”


Si tratta di un progetto finanziato dal FAMI, Fondo Asilo Migrazione e Integrazione istituito dall’Unione Europea e gestito dal Ministero dell’Interno. Secondo il Campidoglio, grazie a questo albo di famiglie disponibili ad accogliere rifugiati, “si crea una ulteriore risorsa nel sistema complessivo del welfare e offre un messaggio forte e chiaro di inclusione“. Per l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre ha dichiarato che il progetto “ripensa globalmente tutto il modello di accoglienza che, grazie alle famiglie concentrate su numeri contenuti di persone accolte, diventa diffusa e capillare sul territorio, puntando e integrando i servizi della città dedicati all’inclusione. Ma l’efficacia di ogni iniziativa politica dipende concretamente dal contesto che la politica stessa riesce a influenzare. La sinergia tra cittadini, terzo settore e istituzioni creata da questo progetto è funzionale alla nostra visione di Comunità e interviene in un momento in cui è necessario sottolineare le responsabilità della società tutta nei confronti dei più fragili”. Perché i più fragili non possono che essere i rifugiati.

Alessandro Della Guglia

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