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Torino, 10 mar – Lo ius soli, l’immigrazione. E poi l’onestà a corrente alternata, dal tintinnio delle manette ad ogni piè sospinto fino a quando però non è toccato a qualcuno dei loro finire indagato. Il trasformismo del Movimento Cinque Stelle è ormai una costante. E ora tocca anche il tema delle olimpiadi.
Ricordate Roma? La candidatura della capitale ad ospitare l’evento nel 2024 venne stroncata dal sindaco Virginia Raggi: “Noi stiamo pagando ancora i debiti delle olimpiadi del 1960 – tuonò un anno e mezzo fa il primo cittadino – i Giochi sono un assegno in bianco che firmano le città ospitanti. Sarebbe da irresponsabili accettare, non vogliamo ipotecare il futuro di Roma”. La strenua opposizione costrinse il Coni a ritirare la candidatura, nonostante i non pochi spazi che avrebbero permesso alla città eterna di ospitare una seconda edizione dei giochi a più di 50 anni di distanza dalla prima.
Un discorso analogo a quello della Raggi potrebbe valere per Torino, dove parliamo però di olimpiadi invernali. L’ex capitale sabauda si candida infatti ad ospitare, a vent’anni di distanza dai giochi del 2006, anche quelli del 2026. La proposta è stata lanciata dalla locale Camera di Commercio, che ha pubblicato uno studio di pre-fattibilità sull’ipotesi di bissare l’edizione.
Al di là dell’aspetto logistico (i giochi del 2006 sono considerati fra i meglio organizzati di sempre), la XX olimpiade portò con sé non poche polemiche, legate soprattutto agli eccessivi costi – quadruplicati rispetto ai preventivi – e all’abbandono degli impianti dopo lo spegnimento dei riflettori. Proprio questo aspetto fu alla base della vittoria della pentastellata Chiara Appendino alle ultime amministrative. Ora il cambio di marcia: il sindaco prende tempo, spiegando come non esista alcun dossier curato dall’amministrazione. Beppe Grillo però, nel corso di un incontro con gli attivisti torinesi sembra aver cambiato registro: “È una grande occasione da cogliere in maniera positiva, con entusiasmo per Torino e per il Movimento. Dimostreremo di saper fare Olimpiadi a zero debito, in maniera sostenibile, diversa rispetto a quella del 2006”.
E la corruzione? Le mazzette? Gli sprechi? “Non possiamo perdere l’opportunità – ha aggiunto – di dimostrare che il Movimento sa raccogliere le sfide e provare a gestire cose complicate”. Nella carrellata di idee si parla di “un progetto di ottimizzazione e salvaguardia del corretto e minimo uso delle risorse naturali ed in generale a basso costo e a minimo impatto ambientale attraverso la rigenerazione ed il riuso di impianti e strutture esistenti. E per quanto riguarda i villaggi olimpici si parla di riuso temporaneo e/o social housing per contrastare l’emergenza abitativa e anche la loro trasformazione in residenze universitarie e ambienti di co-working”. Se il modello è ad esempio quello dell’ex-Moi di Torino, siamo a cavallo.
Nicola Mattei



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3 Commenti

  1. lasciate fare a me e ai miei burattini… tra qualche tempo saranno tutti disponibili anche alla TAV

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