Roma, 18 feb – Chissà cosa penserà il movimento della tartaruga frecciata del disegno di legge n. 1006 presentato dal senatore Emanuele Dessì. La proposta presentata dal M5S pare essere, infatti, una scopiazzatura riuscita male del Mutuo Sociale, storico cavallo di battaglia di CasaPound Italia. Anche se, a ben vedere, ci sono delle evidenti differenze. La proposta nasce per “contrastare la disuguaglianza sociale, favorendo l’accesso alla proprietà delle fasce di popolazione a basso reddito, garantire il diritto all’abitazione e incentivare la vendita del patrimonio immobiliare pubblico destinato all’assistenza abitativa, reimpiegando il ricavato nel finanziamento dell’edilizia residenziale sociale”.

Andando a spulciare il progetto di legge presentato dal senatore pentastellato, all’art. 1 prevede che “il mutuo di cittadinanza garantisce al beneficiario la possibilità di acquistare l’alloggio di edilizia residenziale pubblica, di cui lo stesso è già assegnatario”. In particolare “al beneficiario è consentito l’acquisto del bene tramite riscatto con patto di futura vendita” e “l’acquirente diventa proprietario solo all’atto del pagamento dell’ultima rata del prezzo”. L’art. 1, poi, prosegue specificando che “i ratei del mutuo versati dai soggetti beneficiari sono mensili, fissi e composti dalla quota capitale maggiorata delle spese di procedura e dell’1 per cento di interesse e di ammontare non superiore al 30 per cento del reddito complessivo del nucleo familiare del beneficiario” e che “il pagamento della rata è sospeso in caso di disoccupazione del beneficiario o altra circostanza che impedisca il pagamento in capo al beneficiario”.

Una volta assegnato l’alloggio, questi “entra nella piena disponibilità dell’assegnatario, che, in ogni caso, non potrà alienare, affittare, concedere, a qualsiasi titolo, prestare in garanzia o ipotecare l’immobile a terzi, per un periodo pari a dieci anni”. Infine, sempre l’art. 1, precisa che “le risorse derivanti dalle alienazioni devono essere destinate alla manutenzione straordinaria del patrimonio esistente e alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

Ma a chi è rivolto questo progetto?

Il successivo art. 4 stabilisce che “hanno diritto ad accedere al mutuo di cittadinanza tutti i soggetti che hanno compiuto il diciottesimo anno di età”, che “risiedono nel territorio nazionale”, e che sono “in possesso della cittadinanza italiana”, di quella di Paesi “facenti parte dell’Unione europea” o della cittadinanza di “Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale”. Ed ecco la vera beffa. A godere di questo “Mutuo di cittadinanza” non sarebbero solo gli italiani, come storicamente rivendicato da CasaPound Italia, ma anche i cittadini comunitari (come ad esempio i romeni) e quelli extracomunitari.

Insomma, che l’idea sia copiata sembra chiaro. Il disegno di legge ricalca infatti quasi perfettamente la proposta che ormai da più di 10 anni il movimento politico di via Napoleone III porta avanti per contrastare il grave fenomeno dell’emergenza abitativa. Peccato che i 5 Stelle abbiano copiato assai male la proposta della tartaruga frecciata, rispetto alla quale il disegno di legge n. 1006 si differenzia per il tentativo di dare una casa di proprietà a una platea di persone assai vasta e che, come detto, comprende anche cittadini non italiani. Pare proprio il caso di dirlo, quindi: fatta la legge, trovato l’inganno.

Francesco Clun

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