Roma, 21 mar – Sono giornate piuttosto agitate in casa Cinque Stelle. Dopo l’arresto di Marcello De Vito, presidente grillino del Consiglio comunale capitolino, trema anche Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma. Frongia, fedelissimo del sindaco Virginia Raggi, è infatti indagato dalla Procura della Capitale per corruzione nell’ambito del filone principale dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. L’assessore, già vicesindaco, è finito nel registro delle indagini della Procura perché, sembra, l’imprenditore Luca Parnasi (in carcere) avrebbe fatto il suo nome.

Parnasi avrebbe raccontato di aver chiesto a Frongia di segnalargli il nome di qualcuno da assumere in Ampersand, una delle società gestite dal costruttore, poiché responsabile delle relazioni istituzionali. Frongia per tutta risposta avrebbe suggerito il nome di una giovane 30enne, sua amica, ma la cosa poi non andò in porto perché Parnasi fu arrestato poco dopo. Stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, Parnasi avrebbe creato insieme ai suoi collaboratori un’associazione a delinquere “allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione al fine di ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del nuovo stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali riconducibili all’operatività del sodalizio”.

Frongia confida nell’archiviazione


“Con il rispetto dovuto alla magistratura inquirente, avendo la certezza di non aver mai compiuto alcun reato – scrive in un nota l’assessore allo Sport – e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell’imminente archiviazione del procedimento risalente al 2017“. Frongia dice di “appreso di essere coinvolto nell’indagine ‘Rinascimento’ del 2017, per la quale non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, elezione di domicilio o avviso di garanzia”.

Il vicesindaco romano spiega poi che “a seguito di informazioni assunte presso la Procura, il procedimento a mio carico trarrebbe origine dall’interrogatorio di Parnasi del 20 settembre 2018, già uscito all’epoca sui giornali, in cui lo stesso sottolineava più volte di non aver mai chiesto né ottenuto favori dal sottoscritto”.

Alessandro Della Guglia

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