Roma, 19 apr – L’inquilino del Colle, l’irreprensibile Sergio Mattarella, non ha mai fatto mistero delle sue simpatie europeiste e immigrazioniste. Del resto, è più che legittimo che un presidente della Repubblica abbia delle opinioni e possa pure esprimerle. Meno digeribile, però, è che una figura notoriamente super partes si metta a fare campagna elettorale contro il governo della sua nazione. Perché è esattamente questo che Mattarella sta facendo ora. «Il vento del sovranismo non minaccerà l’esistenza dell’Unione europea», ha affermato alla Revue de Politique Internationale. E anche il fatto che il Quirinale abbia inaugurato questa sua singolare battaglia in terra di Francia, cioè nel regno del macronismo, non fa che peggiorare le cose.   

Il presidente dello straniero?

Mattarella, in effetti, non si è limitato a esporre la sua analisi della situazione politica presente, ma si è espresso a favore di una strenua difesa di Bruxelles (contro Roma): «Vi è un gran numero di Paesi che si trovano in situazioni senza precedenti. Ma non credo che questi cambiamenti possano avere conseguenze sul funzionamento del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo, e meno ancora minacciare l’esistenza dell’Unione. La logica storica che sottende all’integrazione è più forte di tutte le polemiche, di tutte le contestazioni e di tutte le deviazioni». In pratica, il governo italiano – tale è il «sottotesto» delle dichiarazioni del Colle – rappresenterebbe una fastidiosa deviazione dal cammino virtuoso (e para-hegeliano) verso gli Stati Uniti d’Europa e la liquidazione della sovranità dell’Italia. Sovranità – è bene ricordarlo – di cui Mattarella dovrebbe essere sommo custode.

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E ancora: «I temi della campagna rispecchiano sempre meno le questioni nazionali. La gente si interessa sempre più a ciò che accade negli altri paesi dell’Unione ed è consapevole di condividere un destino comune. Lungi dal provare estraneità, come vorrebbero far credere alcuni, gli europei provano un senso di appartenenza crescente. E paradossalmente, all’origine di questo rinnovato interesse vi sono i movimenti euroscettici. A forza di denigrare le istituzioni e le politiche europee, sono riusciti a mobilitare nuovamente gran parte della popolazione». Una lettura davvero bizzarra, ma in ordine con i desiderata del presidente.

Mattarella immigrazionista

Non manca infine una sviolinata alle politiche pro-immigrazione: «Dobbiamo lavorare con rapidità ed energicamente, a soluzioni veramente europee: canali di migrazione legali; misure per combattere i trafficanti di esseri umani; mezzi per migliorare le condizioni di vita nei paesi di provenienza. Non bisogna perdere di vista il fatto che le migrazioni non si dirigono mai verso un solo paese dell’Unione, ma verso l’Europa nel suo complesso. Ripeto: soltanto una soluzione europea può consentirci di padroneggiare un fenomeno che rischia di scuotere il continente. Questo sarà uno dei temi principali della prossima legislatura europea». Al di là delle frasi di rito, la priorità del Colle è una sola: canali legali di migrazione. In pratica, la fine dell’Europa che Mattarella afferma di voler difendere.

Valerio Benedetti

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2 Commenti

  1. È stato eletto da un gruppuscolo minoritario pseudo-piddino e comunistoide, è odiato da gran parte del popolo italiota,per lui schiavo e suddito,che ovviamente in quanto italico e bianco vale meno di nulla rispetto ai migranti farlocchi , tanto amati dal grigio inquilino del quirinale……….per cui non ci resta che piangere e sperare che la livella ci tolga dalle palle tutta la burocrazia comunistoide europea, immigrazionista e parassita.

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