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Roma, 28 feb – Marco Mori, noto avvocato genovese, ha deciso di concorrere alle prossime elezioni tra le fila di CasaPound Italia, candidandosi alla Camera dei Deputati nel collegio Liguria 2. I motivi di questa scelta forte Mori li ha spiegati in più occasioni: la tartaruga frecciata è l’unico movimento politico che, senza infingimenti e tatticismi, incarna il più autentico sovranismo. Di più: per Mori CasaPound rappresenta l’«ultimo baluardo della Repubblica italiana» contro gli altri partiti “tradizionali”, i quali «si sono arresi al globalismo e hanno avallato tutte le cessioni di sovranità dell’Italia all’Unione Europea e ad altri organismi sovranazionali e antidemocratici».
Paradossalmente, però, è proprio CasaPound che viene additata dai media mainstream e dalle altre consorterie partitiche come il più grande pericolo per la democrazia italiana. Laura Boldrini e altri, ad esempio, ne hanno più volte chiesto lo scioglimento in base ad assunti giuridicamente traballanti, o meglio infondati. Ed è proprio a partire da questa constatazione che Mori ha deciso – di concerto con Simone Di Stefano – di passare al contrattacco. A breve, infatti, Mori presenterà, assieme al segretario nazionale di Cpi, una denuncia alla Procura di Roma per chiedere, in ottemperanza della legge Scelba, lo scioglimento del Partito Democratico e di tutte le altre forze politiche che invocano la dissoluzione della Repubblica italiana nei cosiddetti Stati Uniti d’Europa. Abbiamo quindi raggiunto Mori per farci illustrare i dettagli di quest’azione legale.
Avvocato, può spiegare ai nostri lettori in che cosa consiste questa iniziativa?
Si tratta di un’azione targata CasaPound Italia: il segretario Simone Di Stefano presenterà nei prossimi giorni alla Procura di Roma una denuncia formale contro il Pd e tutti quei partiti che stanno lavorando alla cessione di sovranità dell’Italia, ponendosi così contro la Costituzione. In questo senso, possiamo parlare di atti chiaramente eversivi che mettono a repentaglio l’esistenza stessa della Repubblica italiana. Per questo motivo, chiediamo lo scioglimento di questi partiti che attentano fattivamente alle istituzioni democratiche della nostra nazione.
Su che basi è possibile formulare una simile richiesta?
Semplicemente applicando il diritto penale. Stiamo parlando di partiti politici che, sia con la cessione della sovranità monetaria, sia con la firma dei trattati europei (per esempio quello di Maastricht), sia nei loro programmi elettorali, hanno violato o continuano a violare il primo articolo della Costituzione, che sancisce che la sovranità appartiene al popolo. Non solo: violano anche l’ultimo articolo, cioè l’art. 139, che recita testualmente: «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». Ecco, se il Pd e altri partiti come Leu e +Europa chiedono la creazione degli Stati Uniti d’Europa, pongono sostanzialmente in essere un atto eversivo con l’obiettivo di sciogliere la Repubblica italiana. Perché è ovvio: se nasce un nuovo Stato, ancorché federale, è evidente che la nostra forma repubblicana va a farsi benedire. Peraltro, in questo senso è già stata aperta una breccia: il gip del Tribunale di Cassino, presso cui avevamo presentato una denuncia contro Laura Boldrini per istigazione a delinquere (proprio perché chiedeva di cedere sovranità), pur archiviando il caso, ha comunque fatto mettere agli atti che la cessione di sovranità costituisce di fatto un reato.
Ma come è possibile chiedere addirittura lo scioglimento di questi partiti?
Potrà sembrare paradossale o addirittura ironico. Ma si può farlo applicando la legge Scelba. Esatto, proprio quella legge che i nostri avversari agitano, in maniera infondata, per richiedere lo scioglimento di CasaPound. Se si legge attentamente il testo della Scelba, infatti, ne emerge che nessuna dottrina politica può essere perseguita (a parte ovviamente quelle che hanno un chiaro ed esplicito fine antidemocratico), ma possono al contrario essere puniti quei soggetti che propugnano la soppressione di libertà costituzionali. E che cosa c’è di più fondamentale, tra le libertà costituzionali, della sovranità popolare, garantita dall’art. 1 della Costituzione? Questo porterebbe dunque, in caso di sentenza favorevole, allo scioglimento di tutti quei partiti che intendono creare gli Stati Uniti d’Europa e, di fatto, mettono a repentaglio l’esistenza della Repubblica italiana. E si badi bene: per la Scelba non è assolutamente necessaria la presenza di atti violenti, ma basta semplicemente avere come obiettivo la soppressione di libertà costituzionali. E ripeto: al di sopra della sovranità non c’è nulla, quindi credo che creeremo loro dei bei grattacapi.
Reputa quindi possibile un esito favorevole della causa?
Beh, da un punto di vista strettamente giuridico è difficile sostenere che la denuncia non è fondata. Quindi, se anche un solo pubblico ministero manda avanti le indagini, può succedere di tutto. Perché – parliamoci chiaro – chi va contro il Paese, contro la patria, conculca i nostri diritti, cede la nostra sovranità, ci fa saccheggiare dal grande potere finanziario, come lo dobbiamo chiamare se non come traditore della nazione?
Volete dunque mandare un segnale forte alla politica e ai cittadini?
Esatto, non si tratta affatto di una provocazione da campagna elettorale. Dirò di più: abbiamo intenzione di pubblicare la denuncia, affinché chiunque possa presentarla presso altre procure della Repubblica. Una grande quantità di denunce, inoltre, farebbe sentire al magistrato un notevole supporto popolare che gli consentirebbe di andare avanti. Io ne conosco tanti di magistrati che, da anni, sono d’accordo nel considerare la cessione di sovranità come un reato. Ma finché vedono che il Paese va in un’altra direzione, è chiaro poi che il singolo ha anche paura a procedere. Pensiamo solo al pm di Trani, Ruggiero, che ha fatto un grandissimo lavoro contro le agenzie di Rating che concorsero alla caduta del Berlusconi IV. Ma si tratta appunto di casi rari e isolati, perché Ruggiero è stato non a caso preso di punta, screditato e diffamato. È quindi chiaro che in quella parte sana della magistratura, che è maggioritaria, ci possa essere timore. Noi, invece, vogliamo dare tutto il supporto possibile a chi avrà il coraggio di andare fino in fondo.
Per Lei quindi è solo per timore che molti magistrati non procedono?
In realtà, a volte si tratta anche di ignoranza. La richiesta di cessione di sovranità nazionale è diventata così pervasiva in ambito politico-mediatico che uno quasi non ci fa più caso. Anche il magistrato, insomma, a volte fa fatica a fare mente locale e a capire che, in sostanza, si tratta di un reato. E per determinati reati, è doveroso ricordarlo, esiste l’obbligatorietà dell’azione penale. Noi non cerchiamo vendetta, sia chiaro, chiediamo solo che si proceda in questo senso, che si faccia giustizia e che venga processato chi ha fatto male alla nostra nazione. Anche perché non bisogna dimenticare che tutte queste politiche di austerità, a cui sono seguite le cessioni di sovranità, hanno causato migliaia di morti. In altre parole, quando Mario Monti disse che le grandi crisi sono lo strumento per obbligarci a cedere sovranità nazionale, non dobbiamo mai dimenticarci che queste grandi crisi hanno portato migliaia di cittadini disperati al suicidio. Di conseguenza, mi sembra giusto e doveroso che queste persone paghino per le loro azioni.
Alberto Palladino

7 Commenti

  1. Riguardo art 11 della costituzione credo che il legislatore costituzionale si riferisse all’adozione ad organizzazioni sovra nazionali come l’onu. Non certo ad una cessione di sovranità del tipo stati uniti. Per cui non fa obiezione alla denuncia. Sarò lieto di recarmi a denunciare anch’io… Non vedo l’ora…

  2. …..le leggi sono create apposta per essere aggirate..es: ”…e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..”aggirata agevolmente più di una volta……

  3. Presentarla in ogni singolo capoluogo di provincia, mettere su un sito web dedicato a questa causa e fare una campagna mediatica martellante ogni singolo giorno, insomma, persistendo come si deve si potrà ottenere un enorme, gigantesco risultato!!
    Della serie: chi di europeismo ferisce, di europeismo perisce!!!
    Cordiali saluti.
    Fabrice

  4. Bravissimo Avvocato Marco Mori! Abbiamo il diritto assoluto di pretendere che nell’ arco costituzionale non ci debbano essere partiti che, anche indirettamente, perseguano il fine della scomparsa della Repubblica Italiana o anche solo il suo assoggettamento a poteri stranieri!

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