Roma, 12 gen – In una lettera aperta pubblicata su Dagospia, Giampiero Mughini ha proposto di dedicare una via ai ragazzi uccisi ad Acca Larentia: «Proporrei di intitolare una strada di Roma a quei due ragazzi morti assassinati mentre stavano andando a pubblicizzare il concerto di un gruppo musicale di destra, e questo perché sono anch’essi dei morti la cui innocenza appartiene alla nostra Repubblica», ha scritto il noto opinionista. Che poi spiega: «Se c’è un’aula del Parlamento intestata a Carlo Giuliani (il ragazzo morto nella mischia genovese che accompagnò il G8 del luglio 2001), perché mai non dovrebbe esserci un analogo e commosso ricordo di due ragazzi che hanno pagato con la vita la loro identità politica?».

La proposta di Mughini – come specifica lo stesso opinionista – nasce alla notizia di una manifestazione antifascista indetta a Roma. L’evento è stato organizzato per protestare contro la presunta aggressione a due giornalisti dell’Espresso al Verano durante una commemorazione dei caduti di Acca Larentia. Pur ribadendo che questa (presunta) aggressione sarebbe «immonda» e «ripugnante», Mughini confessa a Dagospia che, «se io andassi alla manifestazione antifascista di domani, sarebbe per dire una cosa per la quale immagino mi inseguirebbero a calci nel deretano». Ossia esattamente che i ragazzi uccisi ad Acca Larentia meritano di vedersi intitolata una via nella loro città.

Giampiero Mighini muove i primi passi in politica durante il Sessantotto, per poi essere tra i fondatori del Manifesto (1969), che però lascia dopo solo tre mesi per dirigere il quotidiano di Lotta Continua. Negli anni Ottanta matura la sua rottura con la sinistra con un pamphlet intitolato Compagni addio, per poi approdare in televisione come opinionista sportivo. Dopo aver chiuso con l’ambiente politico in cui militò per 20 anni, Mughini si è sempre distinto per una ricerca della riconciliazione con l’opposta fazione politica. Nel febbraio 2009 fece molto discutere la sua presenza tra i relatori di una conferenza tenutasi a CasaPound, il cui ospite d’onore era l’ex brigatista Valerio Morucci.

Gabriele Costa

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