Roma, 17 giu – Ironia conviviale o guanto di sfida? È questa la domanda che ha suscitato un curioso selfie pubblicato sui social da alcuni parlamentari d’area renziana. La fotografia, scattata a una cena di matrimonio, è stata diffusa dal dem Dario Ballini D’Amato. In sua compagnia figurano anche Alessia Rotta e Carmelo Miceli, tutte personalità riconducibili alla corrente di Matteo Renzi e Luca Lotti. La corrente, insomma, che non ha mai gradito il corso neoulivista varato da Nicola Zingaretti. E, non a caso, la didascalia del selfie recita: «Nicola stai sereno».

Il precedente di Enrico Letta

In effetti, tutto fa pensare a quando Matteo Renzi, prima di detronizzare il premier Letta, pronunciò la famosa frase «Enrico stai sereno». Di lì a poco, il «rottamatore» mandò Letta a casa e si insediò comodamente a Palazzo Chigi, inaugurando una nuova era politica per il Partito democratico: niente più uomini d’apparato, basta stile austero e sguardi corrucciati, ma giovanilismo e una sinistra al passo coi tempi. Come tutti sappiamo, il renzismo – dopo i fasti delle Europee 2014 – è però naufragato con il referendum costituzionale del 2016 e le Politiche dell’anno scorso.  

Renziani al contrattacco?

Tra il progetto di Renzi e quello di Zingaretti, com’è noto, c’è un abisso. L’ex premier, infatti, non ha mai smesso di cullare il sogno di un «partito della nazione» post-ideologico e lontano anni luce dalle cariatidi allevate dal Pc: una Dc 2.0, insomma, in grado di sfidare l’egemonia di Salvini e del centrodestra puntando sui «moderati». Zingaretti, al contrario, è il classico uomo d’apparato cresciuto alla vecchia scuola comunista: le sue mire neouliviste guardano infatti in direzione M5S (il nemico giurato di Renzi), in particolare alla corrente di Fico e della Raggi. Vista l’inconciliabilità di questi due progetti, c’è chi pensa che Renzi possa puntare a una scissione per creare un suo partito. E il «selfie matrimoniale» dei renziani, con tanto di avviso alla controparte, potrebbe effettivamente rivelare che qualcosa sta bollendo in pentola.

Gabriele Costa  

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