Roma, 11 lug – Il governo Lega-M5S è alle prese con uno degli scenari “classici” (un po’ meno per i pentastellati, neofiti a Palazzo Chigi): la spartizione delle poltrone che contano. Ma il braccio di ferro è ancora in corso. A partire dalle nomine di Cassa depositi e prestiti. Unica certezza, al momento, il nome del presidente – Massimo Tononi – un ruolo che viene indicato però non dal governo ma dalle fondazioni bancarie azioniste di minoranza. Sul nome dell’amministratore delegato, invece, la “contrattazione” è ancora in alto mare. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: Marcello Sala, gradito alla Lega (e pure a Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri-Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), l’interno Fabrizio Palermo e Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea degli investimenti e presidente del consiglio di amministrazione del Fondo europeo per gli investimenti.

Questi due ultimi nomi sarebbero entrambi graditi al M5S, ma sul curriculum di Scannapieco c’è una “macchia” che a quanto pare non convince i 5 Stelle: nel suo curriculum risulta membro del comitato consultivo di Spencer Stuart Italia, la società di “cacciatori di teste” scelta dal ministero dell’Economia per selezionare i candidati al ruolo di ad proprio della Cdp. Sul fronte Consiglio di amministrazione della Rai, invece, la partita nomine sarebbe a buon punto, almeno per quanto riguarda la scelta del direttore generale. Sarebbero due i nomi in ascesa: quello di Andrea Castellari, attualmente il nome più quotato, in passato dg a Discovery ora a Viacom e Fabrizio Salini, manager molto apprezzato nel mondo televisivo. Infine, il ruolo di direttore generale del Tesoro: la corsa di Alessandro Rivera, benvisto dal ministro Giovanni Tria, sarebbe stata “stoppata” definitivamente.

Per quanto riguarda infine la Vigilanza Rai, a quanto pare Silvio Berlusconi dovrebbe riuscire a strappare la poltrona per uno dei suoi. E tra Maurizio Gasparri e Paolo Romani spunta il nome di un altro forzista: Alberto Barachini, neosenatore ed ex uomo di Mediaset. Il Partito democratico dal canto suo non molla il Copasir, l’organo di controllo dei servizi segreti, e sembra intenzionato a boicottare le intese per le altre commissioni che di prassi spettano alle opposizioni.

Adolfo Spezzaferro

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here