Roma, 21 giu – Sostituzione etnica? Terrorismo? Perdita dell’identità? Sono tutti ottimi motivi per opporsi alla legge sullo ius soli in discussione al Senato. Ma ce n’è uno forse anche superiore: l’appello in favore del provvedimento siglato da Roberto Saviano e Zerocalcare. Non solo da loro, ovviamente, ma dal “mondo della cultura”, cioè dai cascami ideologici di un mondo al tramonto (e che sarà il primo ad essere cancellato nel giorno in cui il modello di società che loro cercano di importare tramite la sostituzione di popolo dovesse arrivare a compimento nella sua totalità, elemento che peraltro è l’unico a rendere tale prospettiva non del tutto ripugnante).

Nel testo si legge che approvare la legge significa “dare cittadinanza all’Italia del presente e del futuro, all’Italia come già è e come sarà. Approvare la legge non ha solo un’importanza simbolica, ma anche fattuale, concreta, perché snellirebbe molte pratiche burocratiche obsolete che la vecchia legge si trascinava dietro”. Ma se quella multirazziale è “l’Italia che già è”, che bisogno c’è dello ius soli? Mistero. Il breve testo si conclude con un la considerazione che “non approvare questa legge significherebbe invece negare non solo un diritto, ma la realtà di un Paese”. Insomma, la solita orgia di retorica.

Seguono una selva di firme (la sottoscrizione di appelli resta un must, a sinistra, se non altro stavolta non si tratta di chiudere una sede politica altrui), molte delle quali di perfetti sconosciuti arbitrariamente considerati rappresentanti del “mondo della cultura”. Tra i conosciuti spiccano Dacia Maraini, l’ineffabile Roberto Saviano, l’immancabile lottacontinuista Erri De Luca, l’insopportabile Serena Dandini, il fumettaro complessato Zerocalcare, e la “cattolica” e “destroide” (tale fu in passato considerata dalla sinistra e dalla destra stessa, che la elesse a proprio idolo culturale di riferimento) Susanna Tamaro. Insomma, l’Italia peggiore. Al cui confronto è persino preferibile la “nuova Italia”, quella dei vari piccoli Mohammed col tricolore sul passaporto.

Adriano Scianca

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Commenti

commenti

3 Commenti

  1. in effetti far convivere islam con femminismo e omosessismo non sarà tanto facile:
    per l’intanto vediamo già girare “allegramente” per le nostre strade dei sacchi neri con un buco per gli occhi….una figata multiculti davvero,ti trovi a Pordenone e ti sembra di essere a Baghdad a costo zero !

  2. ps sbaglio ma nell’attuale elenco manca uno dei massimi “pensatori” della sinistra ? Che sia stato bocciato all’esame su “dittatori nel mondo” scivolando su Boko Haram e Pyongyang ?

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