bonazzaBolzano, 28 nov – “Una volta c’erano da scegliere alcune nomine all’interno del Consiglio ma non ero d’accordo su nessun nome, così sulla scheda ho scritto D’Annunzio, Sid Vicious, Serena Grandi ed Ettore Muti”. Andrea Bonazza, consigliere comunale bolzanino in quota CasaPound Italia, è fatto così, prendere o lasciare. Il suo stile irriverente e stradaiolo, tuttavia, non sembra dispiacere ai cittadini di Bolzano, abituati a una politica paludata che sembra arrendersi al sistema di potere targato Svp e alla sinistra che ad esso è succube.

Perché CasaPound, che è un movimento radicale e non sempre a livello elettorale riesce a raccogliere grandi risultati, a Bolzano è riuscita ad entrare in Consiglio Comunale?

Bisogna senza dubbio prendere in considerazione la storia e la tradizione della nostra città: siamo una zona di confine e l’orgoglio nazionale è più forte rispetto ad altre zone, Bolzano è storicamente legata alla storia dell’Msi e della destra italiana. Oggi però quell’elettorato si sente confuso nel marasma di partiti e partitini del centrodestra. La chiave del nostro successo è la presenza in strada, così come avviene nelle altre città d’Italia. Noi tutti i giorni facciamo raccolte alimentari, azioni contro il degrado etc. E soprattutto non abbiamo peli sulla lingua, se è giusto attaccare non facciamo sconti né ad un nostro potenziale alleato né al nostro peggior nemico.

Oltre all’azione politica, di te colpisce anche l’atteggiamento fuori dagli schemi, che non hai minimamente mutato dopo l’elezione in Consiglio Comunale. Possiamo dire che sei il consigliere più punk d’Italia?

Assolutamente sì, sia per stile che comportamento. Gli altri mi sembrano tutti seri e pallosi, io mi sento un po’ il ragazzino maleducato dell’ultimo banco che rompe le scatole e fa i dispetti ai compagni di classe: compreso attaccare il chewingum sotto al banco o staccare i cavetti delle telecamere. Una volta c’erano da scegliere alcune nomine all’interno del Consiglio ma non ero d’accordo su nessun nome, così sulla scheda ho scritto D’Annunzio, Sid Vicious, Serena Grandi ed Ettore Muti. Trovate che all’inizio davano fastidio agli altri ma che poi sono piaciute e le hanno trovate divertenti. Io sono cresciuto per strada e arrivo da lì, così come chi ci vota viene dalla strada e mi hanno eletto anche perché facevo a cazzotti quando ero bambino; sanno benissimo che un coglione in giacca e cravatta in consiglio comunale non ferma la mia lotta.  Nei bar, allo stadio e al lavoro la gente apprezza questa mia coerenza esistenziale prima che politica.

Tra gli argomenti sfruttati dai tuoi avversari politici, c’è anche la tua condanna per aver fatto il saluto romano?

Ad ogni appello Consiglio Comunale quando c’è il mio nome io mi alzo e dico “presente!”, perché l’anno scorso gli stessi fenomeni mi sputarono addosso sui giornali per la condanna dovuta alla legge Scelba, per un saluto romano in occasione di una commemorazione delle Foibe nel 2009. Ho scontato la mia condanna di due mesi ai domiciliari. Purtroppo anche recentemente alcuni miei fratelli sono stati condannati per lo stesso motivo a Milano, colpevoli di avr voluto ricordare un ragazzino vittima dell’odio antifascista.

Una delle ultime battaglie politiche che stai seguendo è lontano dalla tua Bolzano ed è quella contro il centro rifugiati in programma ad Ortisei. Perché hai deciso di intervenire?

Noi siamo stati chiamati dai cittadini di Ortisei, che ci riconoscono come una forza politica che agisce concretamente, non come gli altri. Ho partecipato all’assemblea pubblica con più di 700 persone, organizzata dal sindaco di Ortisei Tobia Moroder, eletto meno di due settimane fa. Tra gli eletti all’interno della lista civica che ha sostenuto il sindaco c’è anche il proprietario della struttura dove vorrebbero collocare i presunti rifugiati; esiste un chiaro conflitto di interessi, visto che a questa persona, a quanto ci dicono le indiscrezioni di alcuni residenti, andranno 18 mila euro al mese più le spese di ristrutturazione della sua struttura a carico della Provincia. Il progetto è probabilmente antecedente alle elezioni, ma la notizia è venuta fuori solo cinque giorni dopo l’elezione del sindaco. Il centro di accoglienza si troverebbe a 50 metri dall’asilo e vicino la scuola elementare, la gente è giustamente preoccupata. L’Amministrazione dice che i rifugiati saranno solo 25, ma io ho portato l’esempio di Bolzano del centro rifugiati al quartiere Piani, dove da 30 ospiti iniziali, adesso con la scusa dell’emergenza siamo arrivati ad averne 150, quasi tutti giovani uomini e con un numero bassissimo di donne e bambini.

Ma gli ospiti hanno tutti diritto all’asilo, o molti come spesso accade vengono da paesi dove non c’è la guerra e sono semplicemente immigrati clandestini?

A Bolzano forse una trentina verranno da Siria o Somalia, ma gli altri vengono dal Bangladesh, l’India e altre nazioni dove non c’è la guerra e sono fondamentalmente immigrati clandestini e spesso spacciano. In tutto questo la retata fatta a Merano appena prima della strage di Parigi ha dimostrato come ci fossero alcuni jihadisti che godevano dei contributi della provincia, con la casa gratis perché riconosciuti come rifugiati politici. Rispetto al centro di Ortisei non voglio scaricare tutta la responsabilità sul sindaco, ma è chiaro che c’è un grosso servilismo nei confronti della Provincia e delle sue decisioni, sempre accondiscendenti rispetto alle politiche immigratorie del Governo Renzi. Una Provincia dove da decenni comanda la Sudtiroler Volkspartei, con un sistema di potere ben radicato simile a quello delle cooperative e delle giunte rosse in Emilia per intenderci.

Tu come esponente di un movimento che si definisce “scudo e spada” degli italiani, che rapporto hai con la comunità tedesca?

In Consiglio Comunale ho avuto buoni rapporti con un paio di consiglieri tedeschi, esistono alcuni interlocutori validi tra i tedeschi, ma sono eccezioni. Per loro noi come italiani e fascisti siamo dei nemici, loro devono salvaguardare il loro elettorato antifascista e anti-italiano. Loro a Bolzano dicono che i bolzanini sono tutti fascisti: alla fine non si sbagliano nemmeno di tanto, due su tre votavano per l’Msi.

Dopo le dimissioni del sindaco del Pd Luigi Spagnolli qual è la situazione? Cpi sarà presente alle prossime elezioni?

Il sindaco è caduto perché non aveva numeri governare, con il sistema proporzionale aveva bisogno dei numeri della Sudtiroler Volkspartei e la sua maggiornaza è saltata. Si è dimesso dopo anche dopo molte proteste guidate da CasaPound, come la fiaccolata al quartiere Piani con i residenti incazzati neri. Ora a maggio si andrà al voto ma noi ancora non abbiamo mai espresso se ci candideremo o no. L’unica cosa certa è che al momento tutto il centrodestra dice di non volere CasaPound, molti fuoriusciti da tutti i partiti stanno facendo un grosso minestrone. A noi le minestre riscaldate non piacciono, loro sperano nell’appoggio della Volkspartei perché senza è impossibile governare.

Nessuna possibile alleanza con la Lega?

Al momento mi sembra molto difficile. Loro dichiarano di voler presentare un proprio candidato sindaco, ma al momento non si sa cosa faranno. Certo che se qui la Lega continua a sostenere il secessionismo sudtirolese sarà molto difficile immaginare delle collaborazioni. Il responsabile locale del Carroccio qui non è tra i più grandi sostenitori della linea “nazionale” di Matteo Salvini.

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Commenti

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3 Commenti

  1. Secondo me potrebbe candidarsi bonazza chi può fare la morale a casa pound ? Fanno del bene agli italiani , i partiti sono corrotti a tutti i livelli e allora Chi non ha peccato scagli la prima pietra !!!

  2. Posso e non posso condividere le idee politiche perché non conosco bene le realtà di quella zona , ma se avessimo un Bonazza come presidente della Regione Sicilia , forse qualcosa potrebbe cambiare al sud ….o almeno provarci
    Ammiro uno dei pochi Italiani rimasti a Bolzano
    Meglio un “punk” come Bonazza che una Crocetta in cravatta
    Sempre che siamo ancora liberi di esprimere una propria opinione ….

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